Al MLAC di Roma gli scatti di Carla Cerati e Gianni Berengo Gardin raccontano la condizione manicomiale italiana alla fine degli anni Sessanta. La mostra fotografica ripercorre il ruolo del volume curato da Franco Basaglia e Franca Ongaro Basaglia nel dibattito che portò alla riforma psichiatrica del 1978
Dal 10 giugno all’8 luglio 2026 il MLAC – Museo Laboratorio di Arte Contemporanea della Sapienza Università di Roma ospita la mostra fotografica Morire di classe. La condizione manicomiale fotografata da Carla Cerati e Gianni Berengo Gardin.
L’esposizione, promossa da Archivio Basaglia e Il Saggiatore, presenta una selezione degli scatti realizzati dai due fotografi per il volume Morire di classe, curato da Franco Basaglia e Franca Ongaro Basaglia e pubblicato nel 1969 da Il Saggiatore. La mostra è allestita al Palazzo del Rettorato, nella Città Universitaria della Sapienza, in piazzale Aldo Moro 5, a Roma.
Le fotografie dei manicomi italiani
Le immagini documentano la realtà degli ospedali psichiatrici italiani alla fine degli anni Sessanta. Nei volti, nei corpi e negli spazi fotografati emerge la condizione di luoghi segnati da contenzione, segregazione e coercizione.
Il percorso restituisce una realtà che non riguardava soltanto la malattia mentale. Nei manicomi venivano rinchiusi anche poveri, emarginati, reietti e donne il cui comportamento era giudicato deviante rispetto alle norme sociali del tempo.
Gli scatti di Carla Cerati e Gianni Berengo Gardin non hanno una funzione puramente documentaria. Rendono visibile una struttura di esclusione che, fino ad allora, era rimasta in larga parte sottratta allo sguardo pubblico.
Il volume Morire di classe
Pubblicato nel 1969, Morire di classe divenne uno dei documenti più rilevanti nella critica all’istituzione manicomiale in Italia. Il libro fotografico, costruito attorno alle immagini di Cerati e Berengo Gardin e alla riflessione di Franco Basaglia e Franca Ongaro Basaglia, contribuì a portare nel dibattito pubblico le condizioni degli ospedali psichiatrici.
Il volume non si limitava a mostrare l’interno dei manicomi. Inseriva quelle immagini in una più ampia riflessione politica, sociale e culturale sul rapporto tra malattia, istituzione e diritti della persona. A distanza di oltre cinquant’anni, la mostra alla Sapienza riporta al centro il tema della memoria manicomiale e della salute mentale come questione pubblica.
Basaglia e la Legge 180
Morire di classe si inserisce nel più ampio impegno di Franco Basaglia e Franca Ongaro Basaglia per la riforma psichiatrica italiana. La denuncia degli ospedali psichiatrici come luoghi di segregazione contribuì ad alimentare il confronto politico e culturale che portò, nel 1978, all’approvazione della Legge 180.
La riforma avviò la progressiva chiusura dei manicomi e introdusse un nuovo modello di assistenza psichiatrica fondato sulla tutela della dignità e della libertà della persona. Il valore storico del libro e delle fotografie resta legato a questo passaggio: rendere visibile una realtà rimossa e contribuire alla costruzione di una diversa idea di cura.
L’inaugurazione e gli incontri
L’inaugurazione della mostra è in programma mercoledì 10 giugno 2026, dalle 17.00 alle 20.00, al MLAC – Museo Laboratorio di Arte Contemporanea. Dopo i saluti di Marco Benvenuti, presidente del Polo Museale Sapienza Cultura, si terrà la tavola rotonda Basaglia oggi, con Alberta Basaglia, Giovanna Del Giudice, Silvia Jop, Daniele Piccione e Ciro Tarantino. Il coordinamento è affidato a Laura Michetti, coordinatrice della Sezione Musei del Polo Museale – Sapienza Cultura.
Il programma prosegue giovedì 11 giugno, alle 19.00, con la proiezione di Bobò di Pippo Delbono al Nuovo Teatro Ateneo. Giovedì 25 giugno, alle 17.00, il MLAC ospita l’incontro Riflettere sulle pratiche dell’esclusione ieri e oggi, a cura di borsiste, tirocinanti e tutor del museo.
Dove e quando visitare la mostra
La mostra Morire di classe. La condizione manicomiale fotografata da Carla Cerati e Gianni Berengo Gardin è aperta dal 10 giugno all’8 luglio 2026 al MLAC – Museo Laboratorio di Arte Contemporanea, presso il Palazzo del Rettorato della Sapienza Università di Roma, in piazzale Aldo Moro 5. L’ingresso al museo avviene dalla terrazza sul retro del Palazzo del Rettorato, raggiungibile dalle scale laterali esterne. Orari di apertura: dal lunedì al venerdì, dalle 15.00 alle 19.00.
Appassionato/a di arte, spettacolo e cultura? Segui le nostre pagine Facebook, X, Google News e iscriviti alla nostra newsletter
Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

