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Mapping Ego, a Rossocinabro 30 artisti alla ricerca dell’identità

Mapping Ego, a Rossocinabro 30 artisti alla ricerca dell'identità
Mapping Ego, a Rossocinabro 30 artisti alla ricerca dell'identità

Last Updated on 17/07/2024

Dal 22 luglio al 30 agosto 2024, presso la galleria romana Rossocinabro, sarà visitabile la mostra “Mapping Ego”, un’indagine coinvolgente del panorama artistico attuale attraverso le opere di artisti internazionali

Dal 22 luglio al 30 agosto 2024, presso la galleria romana Rossocinabro, sarà visitabile la mostra “Mapping Ego”, un’indagine coinvolgente del panorama artistico attuale attraverso le opere di artisti internazionali. Curata da Cristina Madini, la mostra presenta un’ampia varietà di media, tra cui pittura, scultura, fotografia e video.

In mostra le opere di Nino Balkhamishvili, Mariana Branco, Preeti & Prashant Chacko, Christopher Evans, Fadiese, Michael Ferrell, Elena Furgal, Jean-Marie Guyaux, Stephen Harper, Chia-Yen Ho, John, Ki Yeun Kim, Ian Kingsford-Smith, Rebeccah Klodt, Fiona Livingstone, Marcus Luconi, Paul Scott Malone, Bobby Austin Mowbray, Mirjo Partanen, Sal Ponce Enrile, Gayle Printz, Inita Sabanska, Miyako Shimizu, Vicki Svedrell, Tamara Sweere, Torsten THONTRA Trantow, Josefina Temin, Hiroshi Wada, Junzhong Zhao.

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Le opere in mostra

Le opere in mostra riflettono uno dei temi principali contemporanei, l’identità. La cosa più fastidiosa e pericolosa è oggi avere un’identità immutabile, perché c’è il rischio che diventi obsoleta. Questo rischio diventato madre delle paure postmoderne è, l’inadeguatezza. In quest’epoca il fenomeno dell’identità è molto ambiguo, segue percorsi molto frammentari in continuo divenire, non è data una volta per sempre ma è in continua trasformazione.

L’identità ci si rivela unicamente come qualcosa che va inventato piuttosto che scoperto; come il traguardo di uno sforzo, un obiettivo, qualcosa per cui è necessario lottare e che va poi protetto attraverso altre lotte ancora. Ma la fragilità e lo status di perenne provvisorietà dell’identità non possono più essere celati. Dare forma ad un proprio pensiero per un artista significa scoprire il significato della propria vita. Il pensiero si trasforma come la semplice espressione di un’autobiografia. Sentire la propria personalità come un enigma o come uno strumento di rivelazione può aiutare ad elevarsi e oltrepassare sé stessi.

La ricerca dell’identità come sradicamento, uscire dal mazzo, essere diversi e in quanto tali unici

Ciò che colpisce in questa mostra è accorgersi che gli artisti di oggi non si limitano più all’autoritratto, alla presentazione di immagini singole di sé stessi, ma hanno bisogno di tematizzare tutto il processo della loro ricerca o definizione identitaria attraverso differenti linguaggi le mappature dell’essere, le stratificazioni della coscienza, le architetture dell’ego. I loro lavori diventano pieghe corporee e luminosità che mettono in luce l’ingannevole gioco delle apparenze. La ricerca dell’identità come sradicamento, uscire dal mazzo, essere diversi e in quanto tali unici.

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