Con ANNAmo’ la street art incontra Anna Magnani negli spazi de Il Margutta Veggy Food & Art, in Via Margutta 118, nel cuore di uno dei luoghi simbolo della vita artistica romana. Quindici artisti reinterpretano Nannarella a settant’anni dalla consacrazione internazionale del 1956, tra cinema, memoria urbana e linguaggi contemporanei
ANNAmo’ – La street art incontra Anna Magnani è stata prorogata fino al 20 settembre 2026 negli spazi espositivi de Il Margutta Veggy Food & Art, in Via Margutta 118, a Roma. Inaugurata il 19 febbraio, la mostra prosegue dopo il riscontro ottenuto dal pubblico e conferma il legame tra la figura di Anna Magnani e una strada centrale nella storia artistica della Capitale. Il progetto, curato da Bruno Ialuna e ideato da Tina Vannini, titolare de Il Margutta, mette in dialogo l’eredità cinematografica dell’attrice con il linguaggio della street art. L’ingresso è gratuito e l’esposizione è visitabile tutti i giorni, dalle 10.00 alle 24.00.
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Anna Magnani, il 1956 e la consacrazione internazionale
La mostra arriva a settant’anni da un passaggio decisivo nella carriera di Anna Magnani. Nel 1956 l’attrice vinse il Premio Oscar come migliore attrice protagonista per La rosa tatuata e, nello stesso anno, ottenne anche il Golden Globe come migliore attrice in un film drammatico. Quel riconoscimento consolidò la sua immagine oltre i confini italiani, trasformando Magnani in una delle interpreti più riconoscibili del cinema del Novecento. La mostra parte da questa ricorrenza per rileggerne la presenza scenica, il rapporto con Roma e l’idea di autenticità che ne ha attraversato l’intera carriera.
Quindici artisti per rileggere Nannarella
Sono quindici gli artisti chiamati a confrontarsi con l’immagine di Anna Magnani: Maupal, Mauro Sgarbi, Mobydick, Elena Gallo, Giusy Guerriero, Sid, Ale Senso, Uman, Elisa Tamburrini, Diavù, Rame13, Er Pinto, Miss K, Lediesis e Blub. Ciascuno interviene con un linguaggio autonomo, affrontando aspetti diversi della figura dell’attrice: il volto segnato dal tempo, la romanità, la forza femminile, la relazione con gli animali, il rapporto con il cinema e con la memoria collettiva. Il risultato è un percorso che non costruisce un ritratto unico, ma una costellazione di sguardi su una personalità rimasta centrale nell’immaginario italiano.
Il volto, le rughe e l’autenticità
Le rughe di Anna Magnani diventano materia narrativa nell’opera di Maupal, che lavora sul tempo come segno visibile dell’esperienza. La bellezza dell’attrice non viene idealizzata, ma osservata nella sua dimensione più concreta: un volto attraversato da vita, dolore, scelte e presenza. Anche Giusy Guerriero insiste su un’immagine della diva lontana dalla patina celebrativa, restituendo un volto segnato e coerente con un’esistenza vissuta senza compromessi. In questa direzione si inserisce anche la lettura di Elena Gallo, che propone un’immagine doppia, sospesa tra riso e grido, riportando al centro la tensione emotiva che ha caratterizzato molte interpretazioni di Magnani.
Roma, gli animali e il legame con la città
Il rapporto con Roma attraversa più opere della mostra. Mauro Sgarbi inserisce Anna Magnani nel progetto La carne di Roma, richiamandone l’appartenenza profonda alla città. Diavù, con Mamma Roma (Anna Magnani), lavora invece sulla connessione tra l’attrice e la Capitale come elemento identitario, non solo biografico. Il legame con gli animali, in particolare con i suoi cani, è al centro dell’intervento di Mobydick. La dimensione più popolare e umana dell’attrice emerge anche nei lavori di Rame13, Er Pinto e Miss K, che guardano alla sua capacità di incarnare una romanità diretta, resistente e priva di artificio.
La forza femminile e l’eredità culturale
Il tema della forza femminile è affrontato da Ale Senso, che con Pensieri mobili come chiome richiama il movimento interno di una donna spesso in anticipo rispetto al proprio tempo. Uman prosegue su una linea affine, lavorando sulla figura femminile come soggetto capace di adattarsi, resistere e rimanere protagonista della propria storia. Con il trittico tridimensionale A misura di grembo, Elisa Tamburrini porta la riflessione su un piano più materico e intimo. L’opera supera la superficie della tela e costruisce uno spazio fisico in cui il gesto della carezza diventa misura dell’esistenza, tra assenza, contatto e memoria.
Le opere di Sid, Lediesis e Blub
Tra gli interventi più simbolici figura quello di Sid, che pone al centro una bilancia romana con un cuore anatomico. L’immagine richiama il peso dell’autenticità, tema centrale nella costruzione pubblica e artistica di Magnani. Lediesis ripropongono una delle immagini più note dell’attrice, tratta dal film Abbasso la ricchezza, trasportandola nel loro immaginario legato alle superwomen contemporanee. Blub chiude idealmente il percorso con La rosa di Roma, opera dedicata alla notte della vittoria agli Oscar e al rapporto tra Magnani e la città che ne ha accompagnato la formazione artistica e umana.
Informazioni sulla mostra ANNAmo’ a Roma
ANNAmo’ – La street art incontra Anna Magnani è visitabile fino al 20 settembre 2026 presso Il Margutta Veggy Food & Art, in Via Margutta 118, a Roma. La mostra è aperta tutti i giorni dalle 10.00 alle 24.00. L’ingresso è gratuito.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

