Last Updated on 26/06/2026
Dal 4 luglio al 18 ottobre 2026 il MAG Museo Alto Garda ospita una mostra sulla costruzione visiva dell’immaginario turistico gardesano. Manifesti, cartoline, guide illustrate, fotografie e materiali promozionali ricostruiscono il passaggio dalla Belle Époque alla comunicazione del turismo moderno
Dal 4 luglio al 18 ottobre 2026 il MAG Museo Alto Garda di Riva del Garda presenta Visitate il Garda. Grafica e promozione dalla Belle Époque al turismo moderno, mostra dedicata alla rappresentazione del Lago di Garda attraverso oltre un secolo di immagini, editoria turistica e comunicazione visiva. Il percorso espositivo, curato da Matteo Rapanà e Anna Zunino, riunisce per la prima volta in un unico progetto manifesti, cartoline, brochure, guide illustrate, fotografie e materiali promozionali che hanno contribuito a costruire e diffondere nel mondo l’immagine pubblica del Garda.
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Un immaginario nato prima del viaggio
La mostra parte da un dato storico preciso: prima di diventare esperienza turistica, il Garda è stato un luogo raccontato dalle immagini. Manifesti ferroviari, cartoline spedite oltre confine, guide per viaggiatori e materiali editoriali hanno trasformato il lago in una destinazione riconoscibile, definendone codici visivi, promesse e aspettative. Il progetto nasce in occasione del centenario dell’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di Riva del Garda, oggi Garda Dolomiti, e si inserisce nel lavoro di ricerca, acquisizione e valorizzazione condotto negli ultimi anni dal museo.
Dalla Belle Époque al turismo moderno
Visitate il Garda attraversa la Belle Époque, le avanguardie del Novecento, l’affermazione della mobilità automobilistica e la nascita del turismo contemporaneo. Nei materiali esposti emergono le atmosfere della villeggiatura mitteleuropea, il Garda interpretato come “Mediterraneo tra le Alpi”, il ruolo delle infrastrutture e l’evoluzione del tempo libero come elemento centrale della vita moderna. Il racconto non riguarda soltanto il turismo. La grafica promozionale diventa uno strumento per leggere i cambiamenti del gusto, dei linguaggi pubblicitari, dei costumi sociali e dell’identità territoriale. Cambiano gli stili, cambiano i viaggiatori, cambia il modo in cui il paesaggio viene rappresentato.
Manifesti, cartoline e materiali d’archivio
Il patrimonio esposto è il risultato di acquisizioni, donazioni, depositi e collaborazioni con collezionisti e istituzioni. Tra i nuclei documentari figurano manifesti storici, cartoline dei primi del Novecento, guide di viaggio tra fine XIX e inizio XX secolo e opere legate alla promozione turistica del Garda. Il percorso comprende materiali riferibili a diversi momenti della storia visiva del lago, dalle cromolitografie di inizio Novecento ai manifesti degli anni Trenta e Cinquanta. In questa sequenza, il Garda appare come paesaggio, destinazione, simbolo culturale e prodotto turistico.
Il Garda come identità pubblica
La mostra ricostruisce il modo in cui un territorio ha imparato a rappresentarsi. Attraverso immagini, slogan, formati editoriali e campagne promozionali, il Lago di Garda è stato progressivamente definito come destinazione internazionale, luogo di benessere, paesaggio alpino-mediterraneo e spazio del tempo libero. In questa prospettiva, il MAG propone una lettura storica della grafica turistica sul Lago di Garda, mettendo in relazione arte applicata, promozione del territorio e trasformazioni sociali. Il risultato è un racconto visivo sul rapporto tra paesaggio, comunicazione e turismo moderno.
Orari, biglietti e informazioni pratiche
Visitate il Garda. Grafica e promozione dalla Belle Époque al turismo moderno è allestita al Museo Alto Garda, in piazza Cesare Battisti 3/A a Riva del Garda, in provincia di Trento. L’inaugurazione è prevista il 3 luglio 2026 alle ore 18. La mostra resta aperta al pubblico dal 4 luglio al 18 ottobre 2026, con orario 10-18; da ottobre è prevista la chiusura del lunedì. Il biglietto intero costa 5 euro, il ridotto 4 euro.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

