La mostra “Ciò che mi guarda” porta al MACRO la prima grande retrospettiva museale italiana dedicata a Miriam Cahn. In parallelo, “Le imperfezioni” presenta i lavori di Caterina De Nicola, Irene Fenara e Lorenza Longhi, vincitrici della terza edizione del Premio Paul Thorel
Il MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma apre la stagione estiva 2026 con due progetti espositivi che mettono al centro la ricerca di artiste donne e il rapporto tra corpo, immagine, tecnologia e conflitto. Le mostre sono Miriam Cahn. Ciò che mi guarda, a cura di Cristiana Perrella, e Premio Paul Thorel – 3ª edizione. Le imperfezioni, curata da Sara Dolfi Agostini. I due percorsi, pur distinti per linguaggi e generazioni, si inseriscono nella programmazione del museo con una lettura del presente affidata alla pittura, al disegno, alle pratiche digitali e alla riflessione sui sistemi visivi contemporanei.
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Miriam Cahn, oltre cinquant’anni di ricerca
Con Ciò che mi guarda, il MACRO ospita la prima grande retrospettiva museale italiana dedicata a Miriam Cahn, artista svizzera nata a Basilea nel 1949. La mostra è aperta dall’11 giugno al 15 novembre 2026 e riunisce oltre 130 opere tra pittura, disegno e pastello. Il percorso attraversa più di cinquant’anni di lavoro e restituisce i temi centrali della sua ricerca: il corpo umano, la violenza, la guerra, il desiderio, la vulnerabilità e la condizione femminile. La pratica di Cahn si fonda su un linguaggio diretto, spesso essenziale, in cui il corpo diventa luogo di tensione politica, sociale e individuale.
Il corpo come campo di conflitto
La retrospettiva non segue una scansione strettamente cronologica, ma procede per nuclei tematici. Dipinti, carboncini, acquerelli e pastelli costruiscono un confronto serrato con la storia recente, con le immagini della guerra e con le forme della violenza esercitata sui corpi. Nel lavoro di Miriam Cahn la figura umana è fragile, esposta, spesso isolata. L’immagine non cerca la neutralità, ma assume una posizione precisa: osservare il presente attraverso ciò che resta visibile nei corpi, nei volti e nei gesti.
Le room installations e il rapporto con lo spazio
Un ruolo centrale nel progetto è affidato alle room installations, modalità espositiva sviluppata dall’artista fin dagli anni Ottanta. Le opere non sono presentate come presenze autonome e separate, ma come insiemi costruiti in relazione allo spazio, alla distanza e allo sguardo del visitatore. Questa impostazione permette di leggere il lavoro di Cahn come un sistema visivo complesso, in cui il singolo quadro entra in dialogo con gli altri lavori e con l’ambiente che lo accoglie. La mostra diventa così un dispositivo di osservazione, più che una semplice successione di opere.
Le imperfezioni, il Premio Paul Thorel al MACRO
Accanto alla retrospettiva di Miriam Cahn, il museo presenta Premio Paul Thorel – 3ª edizione. Le imperfezioni, mostra collettiva dedicata alle tre vincitrici del premio: Caterina De Nicola, Irene Fenara e Lorenza Longhi. L’esposizione è aperta dall’11 giugno al 30 agosto 2026. Il progetto nasce nell’ambito della residenza artistica 2025 del Premio Paul Thorel, dedicato alle arti digitali, e affronta il rapporto tra immagine, tecnologia e società. Il titolo indica una direzione precisa: l’errore, il glitch, lo scarto e l’imprevisto vengono assunti come elementi critici rispetto alla precisione apparente dei sistemi automatizzati.
Tre artiste tra digitale, controllo e materia
Le opere di Caterina De Nicola, Irene Fenara e Lorenza Longhi interrogano il digitale come infrastruttura del presente. Immagini, oggetti, dispositivi e processi tecnologici diventano strumenti per leggere le forme del controllo, della comunicazione e del consumo. In Le imperfezioni, la dimensione tecnologica non è presentata come spazio neutro. Le artiste lavorano sulle fratture dei sistemi, sulle deviazioni e sui margini di errore, mettendo in discussione l’idea di efficienza come valore assoluto. L’imperfezione diventa così una chiave per osservare il rapporto tra umano e macchina.
Una programmazione centrata sull’arte contemporanea
Le due mostre si collocano all’interno della programmazione primavera-estate del MACRO Roma, che nel 2026 propone un percorso articolato tra arti visive, archivi, linguaggi digitali e nuove letture della contemporaneità. Nel dialogo tra la retrospettiva di Miriam Cahn e la collettiva legata al Premio Paul Thorel, il museo costruisce un confronto tra generazioni e pratiche differenti. Da una parte, la pittura e il disegno come strumenti per affrontare guerra, corpo e memoria; dall’altra, il digitale come terreno di analisi delle immagini e dei dispositivi che regolano il presente.
Date, sede e orari delle mostre
Le mostre sono ospitate al MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma, in via Nizza 138. Miriam Cahn. Ciò che mi guarda è visitabile fino al 15 novembre 2026; Premio Paul Thorel – 3ª edizione. Le imperfezioni resta aperta fino al 30 agosto 2026. Il museo è chiuso il lunedì. L’apertura è prevista dal martedì al venerdì dalle 12.00 alle 19.00, il sabato e la domenica dalle 10.00 alle 19.00, con ultimo ingresso trenta minuti prima della chiusura.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

