Gio. Giu 25th, 2026

Umberto Eco, a Roma la mostra “Il nome delle cose” nel decennale della morte

Umberto Eco, a Roma la mostra “Il nome delle cose” nel decennale della morte
Umberto Eco, a Roma la mostra “Il nome delle cose” nel decennale della morte

A Palazzo Firenze è visitabile da ieri il percorso dedicato allo scrittore, semiologo e filosofo, tra libri, documenti, lettere, disegni e materiali audiovisivi. L’esposizione ricostruisce l’eredità intellettuale di Eco attraverso il rapporto tra linguaggio, realtà, segni, Medioevo e comunicazione

A dieci anni dalla morte di Umberto Eco, Roma dedica allo scrittore, semiologo e filosofo la mostra Umberto Eco e il nome delle cose. Segni, realtà e interpretazione. L’esposizione è visitabile a Palazzo Firenze, sede della Società Dante Alighieri, fino al 26 luglio 2026. Il progetto è promosso dalla Società Dante Alighieri e dalla Fondazione Umberto Eco, con produzione Arthemisia, e ripercorre la biografia intellettuale di una delle figure centrali della cultura italiana del secondo Novecento.

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Il percorso tra segni, realtà e interpretazione

Il titolo della mostra richiama uno dei nuclei principali del pensiero di Eco: il rapporto tra le parole, le cose e i sistemi di interpretazione. Il percorso affronta i temi che attraversano la sua opera, dalla semiotica alla memoria culturale, dal Medioevo alla comunicazione, fino alle trasformazioni del sapere nell’età digitale. L’impianto espositivo è costruito come una mappa di riferimenti, documenti e oggetti legati al lavoro teorico, narrativo e giornalistico dell’autore.

Il nome della rosa e i materiali esposti

Tra i documenti più rilevanti figura la prima edizione originale de Il nome della rosa, pubblicata da Bompiani nel 1980, con dedica a Eugenio Montale. Sono esposte anche le lettere a Maria Bellonci, fondatrice del Premio Strega, scritte negli anni del successo del romanzo e della vittoria del premio nel 1981. La sezione dedicata al libro comprende inoltre le tavole originali di Milo Manara, concesse dall’autore, e materiali legati all’immaginario visivo del romanzo.

Dal romanzo al cinema

La mostra si apre con elementi collegati alla trasposizione cinematografica de Il nome della rosa, il film diretto da Jean-Jacques Annaud. In esposizione figurano bozzetti e materiali scenografici legati al lavoro di Dante Ferretti, prestati dallo scultore Fabio Crisarà. Il riferimento al cinema consente di seguire il passaggio dell’opera di Eco dalla pagina alla costruzione visiva di un universo narrativo riconoscibile.

Libri, lettere e disegni

Il percorso raccoglie libri, lettere, documenti, ritratti, materiali audiovisivi e testimonianze provenienti da fondi e istituzioni culturali. Una sezione mette in evidenza anche i disegni di Eco, aspetto meno noto del suo metodo di lavoro, utilizzati come forma di progettazione e visualizzazione narrativa. Accanto ai materiali cartacei sono presenti video e audio provenienti da archivi istituzionali e radiotelevisivi.

Il rapporto con artisti e avanguardie

L’esposizione dedica spazio anche ai legami di Eco con artisti e movimenti della cultura italiana. Sono richiamate le collaborazioni con Carmi, Baj e Tullio Pericoli, oltre alle testimonianze relative al Gruppo 63. Il percorso restituisce così il profilo di un intellettuale attivo in campi diversi, dalla narrativa alla critica, dall’arte alla riflessione sui media.

Un allestimento accessibile

L’allestimento è pensato anche in chiave inclusiva. Tra i materiali figura il plastico della biblioteca-labirinto del Museo Tattile Statale Omero di Ancona, collegato all’immaginario de Il nome della rosa. La mostra comprende inoltre una sezione multimediale con contributi audio e video, insieme a pannelli fotografici e citazioni tratte dai libri e dagli interventi pubblici di Eco.

Il convegno e la Biblioteca Moderna Umberto Eco

Il progetto è stato accompagnato da un convegno inaugurale dedicato all’attualità del pensiero di Eco, con interventi su semiotica, memoria, comunicazione, Medioevo e complessità. Nel programma è stato presentato anche il progetto di riallestimento della Biblioteca Moderna Umberto Eco, destinata all’Università di Bologna, con i libri moderni donati allo Stato italiano.

Date, orari e informazioni

Umberto Eco e il nome delle cose. Segni, realtà e interpretazione è visitabile a Palazzo Firenze, in piazza di Firenze 27, a Roma, dal 24 giugno al 26 luglio 2026. Gli orari sono dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 18.00, sabato e domenica dalle 17.00 alle 21.30. Il 9 luglio 2026, alle 18.30, è prevista la proiezione del documentario Umberto Eco – La biblioteca del mondo di Davide Ferrario.

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