Lo stile satirico di Priest contrappone immagini giocose e innocenti a soggetti oscuri e sovversivi. Le sue composizioni sono vivaci e colorate e combinano cartoni animati nostalgici, videogiochi e street art…

Sino al 30 novembre 2024, presso la Mucciaccia Gallery di Roma, sarà visitabile la mostra personale dell’artista Priest, un artista pop contemporaneo di origini neozelandesi, che vive a Londra e realizza le sue opere tramite la pittura e l’installazione.
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Le opere in mostra
Il suo stile satirico contrappone immagini giocose e innocenti a soggetti oscuri e sovversivi. Le sue composizioni sono vivaci e colorate e combinano cartoni animati nostalgici, videogiochi e street art in una critica ironica del capitalismo e della cultura aziendale. Anche i giocattoli hanno un ruolo importante nella pratica di PRIEST, la parola si trasforma in un termine dispregiativo legato ai pittori inesperti della scena dei graffiti e sottolinea l’elemento del gioco che è al centro del suo approccio.
“Questi dipinti recenti sono profondamente focalizzati sulla ricerca di un equilibrio negli elementi utilizzati per definire il mio lavoro”
“Il mio passaggio dai graffiti al mondo dell’arte non è stato esattamente un’evoluzione naturale; è stato piuttosto caotico ed imprevisto. Nel 2010 ho iniziato a realizzare graffiti illegalmente in Nuova Zelanda. Arriviamo al 2019, anno in cui mi è stata offerta una mostra in una piccola galleria di Melbourne: la mia prima personale, Toys. La mostra esplorava l’avidità aziendale, la nostalgia dell’infanzia, l’assurdità generale dell’età adulta e l’umorismo nero. Oggi mi ritrovo ancora ad esplorare profondamente gli stessi temi; non sapevo che la mia prima mostra avrebbe definito il mio stile artistico così rapidamente. Questi dipinti recenti sono profondamente focalizzati sulla ricerca di un equilibrio negli elementi utilizzati per definire il mio lavoro”.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

