Last Updated on 26/11/2024
Primogenito del grande Steno, regista e sceneggiatore di culto, e fratello maggiore del regista Carlo, Enrico Vanzina ha contribuito alla creazione di oltre cento sceneggiature…

Enrico Vanzina (Roma, 26 marzo 1949) è una figura centrale del cinema italiano, attivo come sceneggiatore, produttore, regista e scrittore. Primogenito del grande Steno (pseudonimo di Stefano Vanzina), regista e sceneggiatore di culto, e fratello maggiore del regista Carlo Vanzina, Enrico ha contribuito alla creazione di oltre cento sceneggiature, entrando nel cuore del pubblico con commedie di grande successo.
Dalla formazione al debutto
Cresciuto in un ambiente impregnato di cinema, Enrico frequentò personalità del calibro di Dino Risi, Age e Scarpelli sin dalla giovinezza. Dopo aver conseguito il Baccalaureat francese al Lycée Chateaubriand di Roma nel 1966, si laureò in Scienze Politiche all’Università “La Sapienza”. Nei primi anni ’70, affiancò il padre come assistente alla regia in pellicole come La poliziotta e Piedone a Hong Kong, ma ben presto capì che la scrittura era la sua vera vocazione.
Il suo debutto ufficiale come sceneggiatore avvenne nel 1976 con due opere iconiche: Luna di miele in tre e Febbre da cavallo, quest’ultimo considerato uno dei suoi capolavori. Da lì iniziò una carriera prolifica, costruita in tandem con il fratello Carlo, con cui firmò commedie che hanno segnato un’epoca: Sapore di mare, Vacanze di Natale, Eccezzziunale… veramente e Yuppies.
Un cinema popolare e trasversale
Enrico Vanzina, insieme al fratello, incarnò lo spirito della commedia all’italiana, ereditandone i tratti distintivi: leggerezza, osservazione sociale e attenzione alle debolezze umane. Da Sotto il vestito niente a Via Montenapoleone, i fratelli Vanzina esplorarono anche generi più sofisticati, mostrando una visione poliedrica del cinema. Nonostante il successo commerciale, il termine “cinepanettone” non è mai stato apprezzato da Enrico, che ha sempre difeso il valore della commedia popolare come specchio della realtà.
Il debutto alla regia
Dopo la morte di Carlo nel 2018, Enrico si è lanciato nella regia con Lockdown all’italiana (2020). Il film, primo a raccontare la pandemia da COVID-19 in chiave comica, ha suscitato polemiche, ma ha segnato una svolta personale e professionale per l’autore, che continua a essere un punto di riferimento per il cinema italiano.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

