Lun. Giu 29th, 2026

“Muta e Mutevole”, le opere di Maurizio Pierfranceschi al Mattatoio di Roma

“Muta e Mutevole”, le opere di Maurizio Pierfranceschi al Mattatoio di Roma
“Muta e Mutevole”, le opere di Maurizio Pierfranceschi al Mattatoio di Roma

Dal 5 dicembre 2024 al 2 febbraio 2025, il Mattatoio di Roma ospita la mostra “Muta e Mutevole”, un’esposizione dedicata al poliedrico artista Maurizio Pierfranceschi…

“Muta e Mutevole”, le opere di Maurizio Pierfranceschi al Mattatoio di Roma

Dal 5 dicembre 2024 al 2 febbraio 2025, il Mattatoio di Roma ospita la mostra “Muta e Mutevole”, un’esposizione dedicata al poliedrico artista Maurizio Pierfranceschi. Curata da Lorenzo Canova, questa retrospettiva riunisce circa 70 opere, tra cui 10 realizzate appositamente per l’occasione, in un percorso che esplora oltre quattro decenni di carriera. Promossa dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e organizzata dall’Azienda Speciale Palaexpo, la mostra offre uno sguardo unico sulla capacità dell’artista romano di fondere astrazione e figurazione in un continuo dialogo con la natura e il concettuale.

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Il titolo: una pittura che muta e si trasforma

Il titolo “Muta e Mutevole” riflette la filosofia artistica di Pierfranceschi, che concepisce la pittura come un linguaggio in perenne trasformazione, capace di essere eloquente e silenzioso allo stesso tempo. Le opere in mostra evidenziano questa tensione dinamica, spaziando dalla materia pittorica alla scultura, con un’attenzione particolare alla sperimentazione.

Il percorso espositivo: un viaggio tra tematiche e stili

La mostra si apre con le opere più recenti, caratterizzate da una struttura cromatica compatta e luminosa, in dialogo con artisti del passato. Tra queste spiccano dipinti come Pallido e Tra le Macerie e sculture emblematiche come Kouros e Giraffa.

Proseguendo, si incontrano lavori che combinano pittura materica e oggettuale, come L’Uomo e l’Albero (2016) e Selva (2013), dialogando con sculture come Slitta Portaossa (2011). Un altro punto focale è Opera (1990), un grande dipinto-installazione che esplora il contrasto tra vuoto e pieno.

Una sezione particolarmente suggestiva è quella dedicata ai dipinti dai confini sfumati e misteriosi, come Melanconia (1998) e Sui Corpi Sommersi (2000), dove la pittura evoca atmosfere oniriche e paesaggi naturali indefiniti.

Le nuove opere e la connessione con la natura

Tra i lavori inediti spiccano sculture in legno di quercia e ferro, che dimostrano l’abilità dell’artista nel lavorare materiali naturali. Il ciclo recente rivela una pittura che si ispira alle forme della natura, come pozzanghere e vegetazione, trasformandole in visioni astratte e vibranti.

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