Diamanti, il nuovo film di Ferzan Ozpetek in uscita il 19 dicembre, è ambientato negli anni ’70 e si sviluppa attorno a un gruppo di donne che lavorano in una grande sartoria. Ecco cosa sapere prima di andare al cinema…

Diamanti, il nuovo film di Ferzan Ozpetek in uscita il 19 dicembre, è ambientato negli anni ’70 e la sua trama si sviluppa attorno a un gruppo di donne che lavorano in una grande sartoria guidata da due sorelle, opposte per indole ma profondamente legate. Non intendiamo svelare null’altro, ma sottolineare alcuni aspetti che renderanno ancora più godibile la visione del film.
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La pellicola è intrisa di ricordi personali del regista
La pellicola è intrisa di ricordi personali del regista, che negli anni ’80, durante il suo periodo come aiuto regista, frequentava le sartorie di cinema e teatro. Questi luoghi, descritti come “santuari laici del bello”, erano spazi dove la creatività si sposava con dedizione, ingegno e una forte laboriosità, popolati principalmente da donne.
L’omaggio a Piero Gherardi e Piero Tosi
Ozpetek celebra questo universo attraverso un omaggio sentito ai costumisti italiani che hanno lasciato un’impronta indelebile nella storia del cinema: da Piero Gherardi a Piero Tosi – con gli abiti originali di capolavori come Il Gattopardo e Ludwig mostrati nel film – fino a Danilo Donati e Milena Canonero, figure iconiche che hanno vestito la settima arte di una bellezza intramontabile.
Il film rende omaggio anche alle grandi dive italiane come Mariangela Melato, Virna Lisi e Monica Vitt
Ozpetek riesce a creare un’opera commovente e autentica, permeata dal suo amore incondizionato per il Cinema. Il film rende omaggio non solo alle grandi dive italiane come Mariangela Melato, Virna Lisi e Monica Vitti, con cui avrebbe voluto lavorare, ma anche alle donne che hanno animato la sua vita e carriera: attrici, sarte, artigiane e tutte quelle maestranze spesso invisibili, senza le quali nessun film potrebbe prendere forma. Diamanti è un tributo nostalgico, carico di sincera devozione, ai ricordi, alla bellezza e al potere trasformativo del Cinema, attraverso precise e mai casuali scelte di meta-cinema.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

