Nel cuore di Bologna, Palazzo Boncompagni ospita la mostra “Ritratto di Palazzo” dell’artista Alfredo Pirri, aperta fino al 30 aprile 2025

Nel cuore di Bologna, Palazzo Boncompagni ospita la mostra “Ritratto di Palazzo” dell’artista Alfredo Pirri, aperta fino al 30 aprile 2025. L’esposizione, curata da Lorenzo Balbi e Silvia Evangelisti, presenta quaranta opere tra installazioni site-specific, sculture e disegni, creando un dialogo tra arte contemporanea e l’architettura rinascimentale del palazzo.
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L’installazione “Passi”: un percorso tra frammenti di storia
Fulcro della mostra è l’installazione “Passi”, un pavimento di specchi frantumati che riveste la storica Sala del Papa. Questo intervento trasforma lo spazio, riflettendo e distorcendo gli elementi architettonici e decorativi, offrendo ai visitatori un’esperienza immersiva che invita alla riflessione sulla percezione del tempo e dello spazio.
Un percorso tra luce, forma e memoria
Oltre a “Passi”, la mostra si sviluppa attraverso diverse sale del palazzo. Le tre salette laterali ospitano acquerelli e grandi pannelli a grafite che documentano il processo creativo di Pirri. Nel loggiato, sculture in plexiglass e metacrilato, come “Le Jardin Féerique”, un delicato giardino di piume imprigionate tra lastre trasparenti, dialogano con l’ambiente circostante, esplorando temi legati alla luce e alla trasparenza.
“RWD-FWD”: l’archivio in progress di Alfredo Pirri
La mostra culmina con “RWD-FWD”, un archivio-opera in progress che raccoglie oltre 1500 documenti di varia natura dell’artista. Questo spazio offre uno sguardo approfondito sulla ricerca artistica di Pirri, mettendo in luce la sua continua esplorazione dei concetti di memoria e identità attraverso materiali eterogenei.
Informazioni principali:
📍 Dove: Palazzo Boncompagni, via del Monte 8, Bologna
🗓️ Quando: Fino al 30 aprile 2025
🕰️ Orari: Lunedì – Domenica, 9:00 – 18:00
🎟️ Biglietti: Info e prenotazioni sul sito ufficiale
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

