Last Updated on 05/03/2025
L’ultimo capitolo della celebre serie anime Attack on Titan sarà proiettato nelle sale italiane il 3, 4 e 5 marzo, offrendo ai fan un’esperienza cinematografica imperdibile

Attack on Titan (Shingeki no Kyojin) è una delle opere più influenti degli ultimi anni. Nato come manga nel 2009 dalla mente di Hajime Isayama, ha conquistato milioni di lettori e spettatori in tutto il mondo grazie alla sua trama avvincente e ai temi profondi trattati.
Dalla carta allo schermo
Il manga ha dato vita a un adattamento anime di successo, iniziato nel 2013. Le prime tre stagioni sono state prodotte dallo studio Wit, mentre la stagione finale è stata affidata allo studio MAPPA. La serie ha mantenuto alta la tensione e l’interesse del pubblico, culminando in un finale atteso con trepidazione.
L’evento cinematografico
Per celebrare la conclusione della saga, Attack on Titan: The Last Attack sarà proiettato nelle sale italiane il 3, 4 e 5 marzo. Questo evento speciale raccoglie gli ultimi episodi dell’anime in un’unica esperienza cinematografica, permettendo ai fan di vivere l’epilogo su grande schermo.
Dove eravamo rimasti?
L’umanità ha sempre vissuto in silenzio, protetta da mura innalzate per difendersi dalla minaccia dei giganti, enormi creature mostruose. Il secolo di pace viene però distrutto da un attacco in città da parte di un gigante, che lascia il giovane Eren Yeager senza una madre e in cerca di vendetta. Diversi anni dopo essersi unito al Corpo di Ricerca, Eren affronta un nemico mortale e acquisisce un’abilità speciale che cambierà per sempre il mondo come lo ha sempre conosciuto…
Cosa è il Boato?
Dopo essersi avventurato fuori dalle mura, lontano dai propri compagni, Eren, ispirato dalle nuove verità che ha scoperto, pianifica di causare il “Boato”, un terrificante piano per l’estinzione totale di ogni essere vivente. Con il destino del mondo sul filo del rasoio, un gruppo misto di vecchi alleati e nemici di Eren si lanciano in battaglia, decisi a porre fine al suo piano mortale. Riusciranno davvero a fermarlo?
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.
