Last Updated on 07/06/2025
Una scultura monumentale, Silent Hortense, trasforma Piazza Municipio in un luogo di contemplazione, portando il messaggio silenzioso dell’artista catalano Jaume Plensa nella quotidianità urbana

Dal 5 giugno al 19 agosto 2025, Piazza Municipio a Napoli ospita Silent Hortense, l’imponente opera dell’artista catalano Jaume Plensa. Alta circa nove metri, la scultura raffigura il volto sereno di una giovane donna, Hortense, parzialmente coperto dalle mani in un gesto che invita al silenzio. Realizzata in resina poliestere con tecnologie digitali a partire da un modello reale, l’opera richiama la statuaria antica nel suo candore privo di imperfezioni, pur mantenendo una sensibilità profondamente contemporanea.
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Un dialogo tra arte e spazio urbano
Silent Hortense si inserisce nel programma Napoli Contemporanea, pensato per rafforzare la vocazione della città verso l’arte contemporanea attraverso installazioni concepite per lo spazio pubblico.
L’opera di Plensa si propone come un’occasione per stimolare l’introspezione. E invita i passanti a rallentare il passo e a instaurare un dialogo tra materiale e immateriale, tra visibile e invisibile.
Nel cuore di Napoli, la scultura diventa così un segno poetico che trasforma la piazza in un luogo di ascolto e meditazione.
L’artista e la sua visione
Jaume Plensa, nato a Barcellona nel 1955, è celebre per le sue installazioni monumentali che esplorano temi come il silenzio, la spiritualità e la condizione umana. Con Silent Hortense, l’artista porta a Napoli uno dei suoi ritratti del silenzio: figure sospese tra sogno e presenza, tra individualità e universalità. Attraverso il volto immobile e il gesto delle mani, Plensa invita i cittadini e i visitatori a fermarsi, ad ascoltare sé stessi e il mondo circostante in un contesto urbano spesso dominato dal frastuono.
Un investimento nella cultura
L’arrivo di Silent Hortense a Napoli rappresenta anche un investimento culturale importante per la città.
Portare l’arte monumentale nello spazio pubblico significa rendere l’esperienza estetica accessibile a tutti, restituendo all’arte una dimensione collettiva. In questo senso, l’opera di Plensa non è solo una scultura, ma un segnale di un nuovo modo di vivere e abitare lo spazio urbano, in cui il pensiero e la contemplazione diventano parte integrante della vita quotidiana.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

