Dal database interattivo alla tromba originale, “Miles Davis 100 – Listen to This!” racconta il musicista come figura centrale del jazz e della cultura del Novecento
Dal 8 maggio al 12 luglio 2026, Villa Cattaneo a Pordenone ospita “Miles Davis 100 – Listen to This!”, mostra dedicata al centenario della nascita di Miles Davis. Il progetto mette al centro l’ascolto, più che la celebrazione biografica, attraverso un percorso che unisce musica, tecnologia, immagini e materiali d’archivio. Curata da Enrico Merlin, studioso dell’opera di Davis, l’esposizione è realizzata in collaborazione con l’American Jazz Museum di Kansas City e la House of Miles di East St. Louis. Con il sostegno della famiglia Davis.
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Il database con oltre duemila registrazioni
Il nucleo della mostra è Listen to This!, un database interattivo che consente di esplorare oltre duemila registrazioni ufficiali di Miles Davis. La piattaforma permette percorsi di ascolto personalizzati, organizzati per epoche, stili, musicisti, luoghi, strumenti e collaborazioni.
Le postazioni individuali, dotate di cuffie e sistemi ad alta fedeltà, trasformano il percorso espositivo in un archivio sonoro consultabile dal pubblico. L’obiettivo è ricostruire l’evoluzione musicale di Davis senza imporre una lettura cronologica rigida.
Otto sezioni tra suono, immagine e documenti
L’allestimento si articola in otto aree tematiche, dedicate alla dimensione musicale, iconografica e culturale di Miles Davis. Il percorso comprende sezioni sul musicista, sull’icona pubblica, sull’artista visivo, sui documenti d’archivio e sul rapporto con l’Italia.
Tra i materiali esposti figurano oltre 300 supporti fonografici, fotografie originali di Anthony Barboza, riviste d’epoca, memorabilia e documenti rari. Tra questi, i contratti della Columbia Records e lettere private. Molti materiali sono presentati al pubblico per la prima volta.
La tromba originale e l’era di Bitches Brew
Uno degli elementi centrali della mostra è la tromba originale di Miles Davis, concessa dal collezionista Don Hicks. Lo strumento è collocato nella sezione dedicata a “The Miles Davis Galaxy – The Bitches Brew Era”, che ricostruisce la rete di musicisti e collaboratori attorno alla fase più sperimentale del trombettista.
Il riferimento è al periodo tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta, segnato da una trasformazione radicale del linguaggio jazz e dal dialogo con rock, funk ed elettronica.
Miles Davis come icona culturale
La mostra affronta anche il ruolo di Miles Davis oltre l’ambito musicale. La sezione “The Icon” analizza la costruzione della sua immagine pubblica: il volto, il nome, lo stile, le copertine discografiche, il rapporto con la moda, il cinema e l’immaginario visivo.
Il percorso include anche materiali legati alle donne che hanno attraversato la vita e l’opera di Davis, spesso presenti nelle copertine e nella rappresentazione pubblica del musicista.
Il legame con l’Italia
Una parte dell’esposizione è dedicata al rapporto tra Miles Davis e l’Italia, documentato attraverso poster, video, fotografie e registrazioni. La sezione ricostruisce le tracce della presenza del musicista nel Paese e il modo in cui il pubblico italiano ha seguito le sue diverse fasi artistiche.
Accanto alla mostra, il programma prevede incontri, guide all’ascolto e interventi di ospiti internazionali, tra cui Stefano Zenni, Luca Bragalini e Anthony Barboza.
Pordenone verso il 2027
“Miles Davis 100 – Listen to This!” si inserisce nel percorso di avvicinamento a Pordenone Capitale Italiana della Cultura 2027. Il progetto è realizzato con il Festival Jazzinsieme e con il sostegno di Comune di Pordenone, Regione Friuli-Venezia Giulia, PromoTurismo FVG, Fondazione Friuli e Camera di Commercio Pordenone-Udine.
Villa Cattaneo è destinata inoltre a diventare sede del Polo del Futuro Musicale, spazio pensato per produzione, sperimentazione, registrazione e conservazione del patrimonio audiovisivo.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

