Una mostra-evento al Camera di Torino riporta in vita l’“icona” della fine della Seconda Guerra Mondiale, Alfred Eisenstaedt. Tra scatti inediti e ritratti di leggende, un viaggio tra emozione e storia

Nel cuore di Torino, presso Camera – Centro Italiano per la Fotografia, prende vita la narrazione per immagini di Alfred Eisenstaedt, il celebre fotoreporter della rivista Life. Al centro spicca il leggendario bacio tra marinaio e donna festante a Times Square, simbolo senza tempo della gioia per la fine della guerra. È toutefois solo un frammento di un percorso visivo che attraversa più di mezzo secolo di storia e di vissuto umano.
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Dalle origini tedesche allo sguardo americano
Nato nel 1898, Eisenstaedt inizia la carriera in Germania negli anni Trenta: gli inquietanti ritratti dei gerarchi nazisti e le scene mondane di aristocratici sulle alpi svizzere svelano già l’occhio critico e ironico del fotografo. Fuggito negli Stati Uniti nel 1935 a causa delle leggi razziali, ritrova nuova patria con Life, dove affina il suo stile: cronaca e poesia si intrecciano in immagini piene di vita e contraddizioni americane.
Un archivio tra inediti e grandi momenti
La rassegna, curata da Monica Poggi, presenta tra i 150 e i 170 scatti – molti mai esposti prima in Italia – che raccontano l’intera parabola artistica di Eisenstaedt. Oltre al celebre bacio, sono presenti i reportage dall’Europa pre‑bellica, il boom americano, il Giappone post-nucleare e scorci d’Italia nel dopoguerra. Ne emergono volti noti: Sophia Loren, Marilyn Monroe, Marlene Dietrich, Albert Einstein, J. Robert Oppenheimer, immortalati non come icone, ma come esseri umani.
Tra cronaca, poesia e delicatezza
Il percorso espositivo svela uno stile in continua trasformazione: da scatti documentaristici e immediati, tipici del fotogiornalismo, a composizioni ispirate al pittorico, persino al surrealismo. Le ballerine, ad esempio, evocano la grazia di Degas, mentre i ritratti restano carichi di intime contraddizioni. Eisenstaedt cattura “l’essenza del momento”, dimostrando come la fotografia possa essere spazio condiviso di comprensione e umanità
Una mostra che ripercorre un secolo
Dopo la prima esposizione italiana del 1984, Torino torna a celebrare il maestro del V‑J Day con una retrospettiva ricca e raffinata. Un viaggio storico e poetico che attraversa eventi mondiali, volti famosi e la vita quotidiana, per offrire uno specchio sul Novecento e sul potere delle immagini. Un’occasione per guardare il passato con nuovi occhi, senza rumore e con la delicatezza di un narratore visivo.
Info in pillole
- Dove: CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia, via delle Rosine 18, Torino
- Quando: 13 giugno – 21 settembre 2025, dal lunedì alla domenica (giovedì fino alle 21)
- Cosa: retrospettiva di 150–170 fotografie, molte inedite
- Focus: dal V‑J Day in Times Square ai reportage in Europa, America, Asia, con ritratti di figure simbolo
- Emozione: cronaca, poesia e leggerezza in un unico respiro
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

