Quella della grisaille è una tecnica raffinata che ha attraversato i secoli, permettendo di trasformare la pittura in un’illusione tridimensionale

Grisaille significa “grigio” in francese. È una tecnica pittorica che consiste nel dipingere usando esclusivamente toni di grigio, o talvolta bruni. L’obiettivo è imitare l’effetto della scultura in rilievo o della pietra scolpita.
La grisaille si diffuse nel Rinascimento per decorare pareti, volte, pale d’altare e retro di tavole dipinte. Spesso era usata per rappresentare elementi architettonici dipinti che dialogavano con lo spazio reale.
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Una sfida per i maestri
Dipingere in grisaille richiede un controllo perfetto della luce e del volume. L’artista deve suggerire la tridimensionalità senza alcun aiuto del colore. Per questo, la grisaille divenne anche esercizio fondamentale nelle accademie: imparare a “modellare” con i grigi preparava alla pittura a olio.
Jan van Eyck e i maestri fiamminghi ne fecero uno strumento di virtuosismo. In Italia, la grisaille fu adottata per grandi cicli affrescati, come quelli di Andrea del Sarto e dei Carracci. Ancora oggi queste opere sorprendono per l’effetto illusionistico.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

