Tre dischi senza suono, incisi solo con immagini. Un’opera concettuale creata dall’artista veneziano Andrea F. e dimenticata fino al 2018

Andrea F., artista sonoro attivo a Venezia tra gli anni ’80 e ’90, realizzò nel 1989 tre dischi vinile senza traccia sonora. Sulle superfici incise, invece delle onde audio, comparivano simboli, disegni, testi. I dischi erano oggetti visivi, non udibili.
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L’opera messa a tacere
I vinili furono prodotti in 12 copie numerate. Nessuna etichetta li distribui. L’idea era che il “non suono” fosse parte dell’esperienza. L’ascoltatore doveva osservare, non ascoltare. Il giradischi diventava una scultura in movimento.
Riscoperta recente
Una copia è stata esposta nel 2018 a Mestre, in una collettiva sull’arte concettuale sonora. I dischi non sono mai stati ristampati. La critica ancora fatica a collocarli: sono scultura? Poesia concreta? Silenzio su supporto?
Arte fuori onda
L’opera di Andrea F. è oggi considerata un esempio raro di sound art negativa. Una dichiarazione estetica: la musica può anche non suonare, ma restare presente.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

