Nel 1974 Eduardo De Filippo scrisse un breve atto unico per l’amica Pupella Maggio, pensato come pièce da camera

Nel 1974 Eduardo De Filippo scrisse un breve atto unico per l’amica Pupella Maggio, pensato come pièce da camera: una donna che conversa con la versione fantasmatica di se stessa a vent’anni. Titolo provvisorio: ’O Specchio Rotto.
Scopri gli altri articoli della rubrica Dietro il sipario su Uozzart.com
La mancata messa in scena
Il copione fu provato a porte chiuse al Teatro San Ferdinando di Napoli, ma non superò la lettura: Pupella si sentì «troppo esposta». Eduardo non insistette. Consegnò il fascicolo all’attrice con la promessa di riprenderlo. Dopo la morte di Pupella nel 1999, gli eredi non lo trovarono.
Tracce d’inchiostro
Si conoscono solo tre pagine conservate all’Istituto di Studi Eduardo De Filippo: dialogo scarno, cadenza musicale, un finale aperto. Bastano a intuire un gioiello metateatrale su tempo, memoria e volto dell’attore. Il resto dorme in un cassetto ignoto o forse è stato distrutto.
L’eco di una voce
Pupella raccontava che Eduardo le disse: «Ogni parola in più è una ruga». Il copione perduto resta una ruga invisibile del teatro napoletano: assenza che continua a far parlare di sé.
Appassionato di arte, teatro, cinema, libri, spettacolo e cultura? Segui le nostre pagine Facebook, X, Google News e iscriviti alla nostra newsletter
Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

