Un’opera teatrale in versi, scritta da Alda Merini negli anni ’90 per un teatro milanese. Non fu mai rappresentata. È oggi un manoscritto inedito…

Alda Merini scrisse La Regina del Nulla, tragedia barocca in versi sciolti, con personaggi simbolici (Tempo, Memoria, Voce) che dialogano in un palcoscenico astratto. L’opera fu pensata per uno spazio minimalista e luci estreme.
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Un testo dimenticato
La poetessa lo offrì a un piccolo teatro sperimentale. Venne rifiutato. Troppo “lirico”, troppo letterario. Il manoscritto fu messo da parte. Ne parlò brevemente in un’intervista televisiva del 1997.
Una voce che resta
La tragedia è ancora oggi inedita. Alcuni studiosi l’hanno letta e definita “una lirica scenica fuori dal tempo”. L’archivio Merini sta valutando una possibile pubblicazione.
Il teatro dell’anima
Merini scriveva per sé. Ma quel dramma è anche un invito a portare la poesia sul palcoscenico. A farla risuonare, non solo leggerla.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

