Mer. Mag 27th, 2026

Napoli segreta: sulle tracce di Warhol e Beuys tra le vie del centro antico

Due mostre storiche, due artisti d’avanguardia, una città che ha accolto l’arte concettuale con entusiasmo e spontaneità. Ecco cosa resta di Warhol e Beuys a Napoli…

Tra la fine degli anni ’70 e gli inizi degli ’80, Napoli fu crocevia dell’arte internazionale. Andy Warhol e Joseph Beuys, tra gli altri, esposero in spazi non convenzionali: gallerie private, chiese sconsacrate, appartamenti.

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Il Vesuvius di Warhol

Nel 1985 Warhol realizzò per la Galleria Lucio Amelio la famosa serie Vesuvius. Non una denuncia, ma un’icona esplosiva. Il progetto fu esposto in un ex convento a Spaccanapoli, poi riproposto al MADRE. La città ne divenne soggetto e spettatrice.

Beuys e il dialogo con la città

Beuys fu a Napoli più volte. Partecipò a eventi alla Fondazione Morra, realizzò performance intime e pubbliche. Parlò con gli studenti dell’Accademia, lasciando appunti, oggetti, disegni. Alcuni sono oggi visibili nel Museo Hermann Nitsch.

Percorsi sommersi

Camminare nel centro antico con queste storie in mente trasforma l’esperienza. Ogni portone, ogni chiostro, ogni scritta può essere una traccia. L’arte concettuale ha lasciato memorie invisibili, che aspettano solo di essere riattraversate.

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