Lun. Giu 8th, 2026

“Candido” allo Spazio Diamante: ironia, vulnerabilità e identità

"Candido" allo Spazio Diamante: ironia, vulnerabilità e identità
"Candido" allo Spazio Diamante: ironia, vulnerabilità e identità

All’apertura della stagione 2025-26 dello Spazio Diamante, Candido di Tobia Rossi ed Eleonora Beddini, con la regia e l’interpretazione di Michele Savoia, propone un monologo denso, irriverente e malinconico

All’apertura della stagione 2025-26 dello Spazio Diamante, Candido di Tobia Rossi ed Eleonora Beddini, con la regia e l’interpretazione di Michele Savoia, propone un monologo denso, irriverente e malinconico, che scardina stereotipi e mette a nudo l’interiorità di un corpo “non convenzionale”.

La rivincita dello stereotipo

Il protagonista, Candido, è un giovane attore oversize la cui fisicità è stata a lungo oggetto di scherno, etichettato come “simpatico pacioccone” in ruoli marginali. Ma questa apparente leggerezza nasconde una ribellione: nel corso dello spettacolo assistiamo al suo smascheramento progressivo, dove il mondo dello spettacolo, gli stereotipi, le relazioni tossiche e le insicurezze si intrecciano con momenti di ironia, confessione e musica.

28 protagonisti in una sola voce

Savoia interpreta ben 28 personaggi, in una drammaturgia che mescola registri diversi: dal teatro classico al musical, dalla stand-up comedy al thriller. I ritmi sono incalzanti, il testo diventa teatro totale, capace di vibrare tra leggerezza e inquietudine. Tra i punti di forza spicca l’indiscussa versatilità attoriale del protagonista. Michele Savoia dimostra un’ampia gamma interpretativa nel passaggio rapido da un personaggio all’altro, rendendo plastico quel senso di disorientamento che Candido vive interiormente.

Una scenografia che si accende come una lampadina

Il testo non si limita a una rivisitazione del Candido di Voltaire, ma lo trasforma in chiave contemporanea, interrogandosi su corpo, identità, pregiudizi e narrazione culturale. La commistione dei linguaggi – musicale, comico, drammatico – dona dinamismo allo spettacolo, evitando che il racconto cada nel patetico. Lo spettacolo poggia moltissimo sul carisma e sulla versatilità del protagonista, che con la sua bravura riesce ad arredare un palco vuoto con una scenografia praticamente inesistente, fatta eccezione per un cielo di lampadine che si accendono nei momenti più opportuni e toccanti.

Il coraggio di essere diversi

Candido è un’operazione coraggiosa: riscrivere una figura classica per farne luogo di interrogazione del presente richiede equilibrio e tenacia. Il testo invita lo spettatore a confrontarsi con il proprio sguardo sui corpi diversi, con i ruoli imposti e con la fatica dell’autenticità. È uno spettacolo che non pretende risposte immediate, ma che provoca e lascia spazio alla riflessione. In un panorama teatrale e cinematografico sempre più blindato e chiuso, Candido si presenta come un’opera contemporanea e pop al tempo stesso, capace di parlare a più generazioni.

Una lezione di vita da non perdere

Accolto con entusiasmo dal pubblico in sala, Candido è un debutto riuscitissimo ed efficace come traino per la stagione 2025/26 dello Spazio Diamante, luogo ideale per questo tipo di spettacoli con platea raccolta, dove il contatto col pubblico è diretto e intimo. L’interpretazione di Michele Savoia, la ricchezza testuale e la coesione dell’idea scenica rendono lo spettacolo un’occasione preziosa per interrogarsi su identità, corpo e stereotipi. Per chi ama il teatro che mescola critica sociale e intrattenimento, è una tappa da non perdere.

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