Una retrospettiva gratuita racconta l’universo del ragionier più famoso del cinema italiano, tra materiali d’archivio, proiezioni e incontri che esplorano il mito di Fantozzi e la sua satira sociale

Dal 16 ottobre 2025 al 29 marzo 2026, Bologna ospita “Fantozzi!! Una mostra pazzesca”, allestita negli spazi di Grand Tour Italia. Curata da Luca Bochicchio e Guido Andrea Pautasso, l’esposizione ricostruisce il mondo di Paolo Villaggio e del suo celebre ragioniere Una figura simbolo della mediocrità impiegatizia e della critica sociale dell’Italia del dopoguerra.
L’allestimento presenta oltre cento manifesti e locandine d’epoca, insieme a libri, fotobuste, riviste, fumetti, dischi e oggetti rari provenienti dalla collezione privata di Pautasso. Un percorso che attraversa letteratura, cinema e costume, offrendo un ritratto documentato del personaggio e del suo contesto culturale.
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Cinema e citazioni immortali
Tra i momenti centrali della mostra figura la proiezione de La corazzata Potemkin di Sergej Ejzenstejn (1925). Proprio quel film che ispirò una delle più celebri battute del ragionier Fantozzi. L’omaggio evidenzia il legame fra cultura “alta” e “bassa”, su cui Villaggio costruì gran parte della sua satira.
Accanto ai materiali visivi, il percorso si arricchisce di contributi audio e video che testimoniano l’impatto del personaggio nella cultura di massa, dal linguaggio alle espressioni entrate nell’uso comune.
Incontri, dibattiti e approfondimenti
Durante i mesi di apertura sono previsti incontri pubblici, presentazioni e tavole rotonde dedicate ai vari aspetti dell’universo fantozziano. Si esploreranno vari temi: dal rapporto con la società e il lavoro alla filosofia, letteratura e gastronomia. Gli eventi paralleli coinvolgeranno studiosi, critici, giornalisti e chef. Un confronto interdisciplinare che mette in luce la persistenza del mito di Fantozzi come lente di lettura della quotidianità italiana.
Il valore culturale di Fantozzi
Dal primo libro pubblicato nel 1971 ai film che seguirono dal 1975 in poi, Fantozzi si è imposto come icona dell’italiano medio, un antieroe universale capace di rappresentare paure, sconfitte e piccole resistenze. Il suo linguaggio e i suoi gesti sono entrati nel patrimonio collettivo, superando i confini del cinema comico per diventare parte del discorso sociale e politico del Paese.
La mostra di Bologna restituisce un ritratto sobrio ma completo di questa figura, invitando il pubblico a riscoprire non solo il personaggio, ma anche la lucidità satirica e il coraggio autoriale di Paolo Villaggio.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

