Mer. Giu 24th, 2026

Rolando Ravello “rovescia” la realtà con Rovesciato al Teatro Vittoria di Roma

Rolando Ravello “rovescia” la realtà con Rovesciato al Teatro Vittoria di Roma
Rolando Ravello “rovescia” la realtà con Rovesciato al Teatro Vittoria di Roma

Rovesciato è un atto teatrale poetico e visionario che indaga il confine tra sogno e verità, in scena al Teatro Vittoria

Due corpi in cerca di verità, un tempo sospeso, un luogo indefinito che diventa specchio dell’anima. Rovesciato, in scena il 21 e 22 ottobre 2025 al Teatro Vittoria di Roma, è un atto teatrale intimo e visionario che racconta l’incontro tra sogno e realtà, tra ciò che è e ciò che potrebbe essere. Con la regia essenziale e poetica di Rolando Ravello, il testo di Maria Teresa Berardelli prende forma sul palco come una riflessione esistenziale, a tratti amara e a tratti luminosa.

Un sogno che ci fa riflettere sulle nostre inquietudini

Ettore (Massimiliano Franciosa) e Ginevra (Claudia Crisafio) si muovono in uno spazio che sfugge alle regole del quotidiano: il tempo non scorre linearmente, gli oggetti perdono la loro funzione, i ricordi si confondono con le proiezioni del desiderio. È un mondo “rovesciato”, appunto, in cui i due protagonisti vagano quasi senza sapere come ci siano arrivati.

In questa dimensione surreale i ruoli si ribaltano, le parole assumono nuovi significati e l’identità si scompone e si ricompone. Ma la forza dello spettacolo non sta solo nell’idea narrativa, bensì nella sua resa emotiva e simbolica. Ciò che accade in scena diventa il riflesso di una crisi profonda, personale e relazionale, che tocca ogni spettatore. Chi siamo quando sogniamo? Chi diventiamo quando perdiamo l’altro? E quanto dobbiamo smarrirci per poterci, finalmente, ritrovare?

Un duetto denso e calibrato

Franciosa e Crisafio regalano due interpretazioni intense e complementari. Franciosa costruisce un Ettore tormentato, preciso, attraversato da esitazioni e impulsi contrastanti, mentre Crisafio dà a Ginevra una presenza dolce e disarmante, ma al tempo stesso vivace e concreta, capace di passare da figura eterea a donna reale, desiderosa di essere vista per ciò che è davvero.

Il loro dialogo emotivo è costante, anche nei silenzi. La tensione tra i due non esplode mai, ma si consuma in piccole scosse sottili, lasciando spazio alla riflessione e all’empatia.

L’essenziale è la scelta vincente dello spettacolo

Rolando Ravello opta per una regia sobria e minimale, che lascia parlare il testo e i corpi. Lo spazio scenico è nudo, abitato solo da due elementi simbolici: due sedie che, come nei sogni, cambiano funzione e significato. La luce disegna traiettorie emotive, passando da toni freddi a bagliori caldi, accompagnando gli stati d’animo dei protagonisti. Il sonoro, discreto e suggestivo, amplifica la sensazione di sospensione, come se tutto accadesse in un luogo della mente.

Una riflessione sull’amore incontrato per caso

Rovesciato non racconta solo un amore possibile o perduto, ma esplora la natura stessa dell’incontro. Cosa resta di noi dopo aver toccato l’altro in un luogo che non appartiene alla realtà? E come si ritorna “a casa” dopo aver guardato in faccia i propri desideri e le proprie paure? Lo spettacolo si chiude senza risposte certe, ma con la consapevolezza che attraversare la crisi è l’unico modo per imparare ad amare davvero.

Uno spettacolo che lascia un segno silenzioso ma duraturo

Rovesciato è uno spettacolo poetico e profondo, un piccolo gioiello di teatro contemporaneo che scava sotto la superficie delle relazioni, parlando con delicatezza di identità, bisogno dell’altro e complessità del sentire. Un lavoro maturo che conferma il talento drammaturgico di Maria Teresa Berardelli e la sensibilità registica di Rolando Ravello, sostenuti da due interpreti perfettamente in sintonia.

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