Rovesciato è un atto teatrale poetico e visionario che indaga il confine tra sogno e verità, in scena al Teatro Vittoria

Due corpi in cerca di verità, un tempo sospeso, un luogo indefinito che diventa specchio dell’anima. Rovesciato, in scena il 21 e 22 ottobre 2025 al Teatro Vittoria di Roma, è un atto teatrale intimo e visionario che racconta l’incontro tra sogno e realtà, tra ciò che è e ciò che potrebbe essere. Con la regia essenziale e poetica di Rolando Ravello, il testo di Maria Teresa Berardelli prende forma sul palco come una riflessione esistenziale, a tratti amara e a tratti luminosa.
Un sogno che ci fa riflettere sulle nostre inquietudini
Ettore (Massimiliano Franciosa) e Ginevra (Claudia Crisafio) si muovono in uno spazio che sfugge alle regole del quotidiano: il tempo non scorre linearmente, gli oggetti perdono la loro funzione, i ricordi si confondono con le proiezioni del desiderio. È un mondo “rovesciato”, appunto, in cui i due protagonisti vagano quasi senza sapere come ci siano arrivati.
In questa dimensione surreale i ruoli si ribaltano, le parole assumono nuovi significati e l’identità si scompone e si ricompone. Ma la forza dello spettacolo non sta solo nell’idea narrativa, bensì nella sua resa emotiva e simbolica. Ciò che accade in scena diventa il riflesso di una crisi profonda, personale e relazionale, che tocca ogni spettatore. Chi siamo quando sogniamo? Chi diventiamo quando perdiamo l’altro? E quanto dobbiamo smarrirci per poterci, finalmente, ritrovare?
Un duetto denso e calibrato
Franciosa e Crisafio regalano due interpretazioni intense e complementari. Franciosa costruisce un Ettore tormentato, preciso, attraversato da esitazioni e impulsi contrastanti, mentre Crisafio dà a Ginevra una presenza dolce e disarmante, ma al tempo stesso vivace e concreta, capace di passare da figura eterea a donna reale, desiderosa di essere vista per ciò che è davvero.
Il loro dialogo emotivo è costante, anche nei silenzi. La tensione tra i due non esplode mai, ma si consuma in piccole scosse sottili, lasciando spazio alla riflessione e all’empatia.
L’essenziale è la scelta vincente dello spettacolo
Rolando Ravello opta per una regia sobria e minimale, che lascia parlare il testo e i corpi. Lo spazio scenico è nudo, abitato solo da due elementi simbolici: due sedie che, come nei sogni, cambiano funzione e significato. La luce disegna traiettorie emotive, passando da toni freddi a bagliori caldi, accompagnando gli stati d’animo dei protagonisti. Il sonoro, discreto e suggestivo, amplifica la sensazione di sospensione, come se tutto accadesse in un luogo della mente.
Una riflessione sull’amore incontrato per caso
Rovesciato non racconta solo un amore possibile o perduto, ma esplora la natura stessa dell’incontro. Cosa resta di noi dopo aver toccato l’altro in un luogo che non appartiene alla realtà? E come si ritorna “a casa” dopo aver guardato in faccia i propri desideri e le proprie paure? Lo spettacolo si chiude senza risposte certe, ma con la consapevolezza che attraversare la crisi è l’unico modo per imparare ad amare davvero.
Uno spettacolo che lascia un segno silenzioso ma duraturo
Rovesciato è uno spettacolo poetico e profondo, un piccolo gioiello di teatro contemporaneo che scava sotto la superficie delle relazioni, parlando con delicatezza di identità, bisogno dell’altro e complessità del sentire. Un lavoro maturo che conferma il talento drammaturgico di Maria Teresa Berardelli e la sensibilità registica di Rolando Ravello, sostenuti da due interpreti perfettamente in sintonia.
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Entra nel mondo dello spettacolo giovanissimo alternandosi nel ruolo di ballerino tra teatro cinema e tv. A 23 anni consegue la laurea al DAMS presso l’università Roma 3 ed inizia un percorso lavorativo nel settore televisivo avvicendandosi tra emittenti private minori (Tv Gold) e le principali reti nazionali (Rai e Mediaset) sviluppando esperienze a 360 gradi sia dietro le quinte che sul palco.

