Mer. Giu 24th, 2026

Aeroporti più belli: i 7 scali scelti dal Prix Versailles, dal Guangzhou Baiyun International Airport al Techo International Airport

Terminal 3 del Guangzhou Baiyun International Airport
Terminal 3 del Guangzhou Baiyun International Airport

Dalla Cina agli Stati Uniti, il Prix Versailles 2026 segnala sette aeroporti e terminal che ridefiniscono il rapporto tra viaggio, architettura e identità locale, dal Guangzhou Baiyun International Airport al Techo International Airport

Il Prix Versailles 2026 ha indicato i sette aeroporti più belli del mondo, riunendo nella stessa lista scali e terminal situati in Cina, Germania, India, Cambogia e Stati Uniti. Il riconoscimento riguarda architetture aeroportuali che non si limitano alla funzione tecnica del transito, ma lavorano su identità culturale, qualità ambientale e organizzazione degli spazi.

La selezione conferma una tendenza ormai consolidata: gli aeroporti contemporanei sono sempre più spesso progettati come luoghi urbani, non soltanto come infrastrutture. A incidere sono la chiarezza dei percorsi, la presenza della luce naturale, l’integrazione del verde, il ricorso all’arte pubblica e il legame con il paesaggio o con la storia del territorio.

I sette aeroporti più belli del mondo

Gli aeroporti selezionati dal Prix Versailles 2026 sono il Guangzhou Baiyun International Airport, Terminal 3, a Guangzhou, in Cina; il Frankfurt Airport, Terminal 3, a Francoforte sul Meno, in Germania; il Lokapriya Gopinath Bardoloi International Airport, Terminal 2, a Guwahati, in India; il Navi Mumbai International Airport, Terminal 1, a Navi Mumbai, sempre in India; il Techo International Airport, a Phnom Penh, in Cambogia; il Pittsburgh International Airport, negli Stati Uniti; e il San Diego International Airport, Terminal 1, anch’esso negli Stati Uniti.

La lista riunisce interventi molto diversi tra loro, accomunati dall’idea di trasformare lo scalo in una soglia riconoscibile della città o del territorio. Non solo punti di arrivo e partenza, ma architetture capaci di costruire una prima immagine del luogo attraversato.

Guangzhou e Francoforte, due modelli di terminal urbano

Il Terminal 3 del Guangzhou Baiyun International Airport è uno dei progetti più rappresentativi della selezione. Il riferimento alla città dei fiori, spesso associato a Guangzhou, entra nel disegno degli spazi attraverso forme fluide, aree verdi e una forte attenzione al rapporto tra terminal e paesaggio. L’obiettivo è rendere più leggibile e meno impersonale l’esperienza del passeggero.

In Europa, il Terminal 3 dell’aeroporto di Francoforte interpreta lo scalo come una struttura vicina alla logica della città. Aree di sosta, percorsi, piazze interne e spazi commerciali sono pensati per superare il modello del semplice corridoio di transito. Il terminal lavora su luce, materiali e organizzazione degli ambienti per costruire un’esperienza più ordinata e riconoscibile.

L’India nella selezione con Guwahati e Navi Mumbai

L’India compare nella lista con due aeroporti. Il Terminal 2 del Lokapriya Gopinath Bardoloi International Airport di Guwahati richiama il paesaggio e la cultura dell’Assam, con riferimenti alla vegetazione, al bambù e alle tradizioni dell’India nord-orientale. Il progetto punta a inserire elementi locali in un’infrastruttura di scala internazionale.

Il Terminal 1 del Navi Mumbai International Airport è invece legato a un linguaggio architettonico più iconico, costruito attorno al motivo del loto. Le forme della copertura e degli elementi strutturali trasformano il riferimento floreale in un segno riconoscibile, pensato per accompagnare il nuovo ruolo dello scalo nel sistema aeroportuale dell’area metropolitana di Mumbai.

Techo International Airport, il nuovo scalo cambogiano

Il Techo International Airport di Phnom Penh porta nella selezione un progetto fortemente legato all’identità cambogiana. Le grandi coperture e il disegno degli interni richiamano forme e materiali della tradizione locale, con un’attenzione particolare alla luce naturale e alla risposta climatica dell’edificio.

Lo scalo si inserisce nel processo di rinnovamento infrastrutturale della Cambogia e punta a diventare una nuova porta d’accesso al Paese. L’architettura lavora su continuità visiva, ampiezza degli spazi e riferimenti culturali riconoscibili, evitando l’immagine standardizzata di molti terminal internazionali.

Pittsburgh e San Diego tra paesaggio, luce e arte pubblica

Negli Stati Uniti sono due gli aeroporti selezionati. Il Pittsburgh International Airport si distingue per un progetto che guarda al paesaggio della Pennsylvania occidentale, con strutture ispirate alla natura, ampie superfici luminose e spazi pensati per rendere più diretto il percorso dei viaggiatori. Il terminal interpreta lo scalo come parte dell’identità civica della città.

Il Terminal 1 del San Diego International Airport lavora invece sul rapporto con il clima e con la dimensione costiera della città. Vetrate, terrazze, opere d’arte e spazi aperti contribuiscono a costruire un terminal più vicino all’immagine pubblica di San Diego. Anche in questo caso, il progetto non punta soltanto all’efficienza operativa, ma alla costruzione di un’esperienza coerente con il contesto.

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