Sino al 2 novembre presso Spazio Diamante a Roma, un viaggio tra fiabe, dialetti e musica dal vivo: Max Paiella celebra la tradizione orale italiana con un cast corale e nuove musiche originali

C’è un momento, a teatro, in cui il buio in sala si popola di voci antiche. È la voce della mamma, del nonno, di un’Italia contadina, orale, fatta di parole tramandate e reinventate. Max Paiella, insieme a Marcello Teodonio, in C’era una volta… Favole italiane, riporta sulla scena proprio quella voce: il respiro collettivo di un popolo che racconta se stesso attraverso le fiabe.
Scopri gli altri articoli teatrali di Uozzart.com
Il pubblico è protagonista
Lo spettacolo – a metà tra recital, narrazione e concerto teatrale – è un viaggio nel tempo e nella memoria, dove le fiabe diventano specchio dell’identità italiana. Paiella, con la sua consueta verve comica e la sensibilità dell’attore-musicista, guida il pubblico in un percorso che attraversa dialetti, regioni e sonorità del nostro Paese. Lo fa mescolando ironia, musica dal vivo e riflessione culturale, e coinvolgendo gli spettatori in canzonette e cori per renderli parte della fiaba.
Un tuffo nei dialetti italiani
Sul palco, la leggerezza del racconto incontra la profondità del pensiero. Teodonio, studioso e coautore, fornisce il sostrato storico e linguistico su cui Paiella costruisce la sua affabulazione teatrale. Ne nasce un dialogo dinamico tra voce popolare e voce colta, tra divertimento e memoria, tra favola e storia, passando per i dialetti italici che Paiella destreggia con sapienza e naturalezza.
Riflettere attraverso le fiabe
Le storie di Cappuccetto Rosso, di Cola Pesce, delle principesse astute e dei re creduloni non sono semplici rievocazioni. Diventano un pretesto per riflettere su cosa sia oggi una fiaba e su quanto viva ancora nelle forme moderne del racconto – dalle serie tv ai manga, dai cartoni ai videogiochi. Paiella, trasformista vocale dal ritmo di cantastorie contemporaneo, attraversa dialetti e registri, regalando momenti di comicità travolgente alternati a squarci di poesia.
Una chitarra come spalla
La regia, essenziale ma curata, accompagna l’attore senza sovraccaricare. Pochi oggetti, luci calde e una chitarra – simbolo di aggregazione e inclusione – che strimpella sonetti, canzoncine buffe e pezzi storici, sempre sostenuta dalla voce del pubblico. Il risultato è una colonna sonora dal vivo e un’atmosfera intima, quasi da veglia, in cui gli spettatori si sentono parte del racconto, come intorno a un fuoco.
Le favole non moriranno mai
In C’era una volta… Favole italiane, Max Paiella non si limita a intrattenere: rende omaggio alla voce collettiva dell’Italia, a quel patrimonio immateriale che ha formato la nostra immaginazione. È uno spettacolo che diverte e commuove, parla ai bambini di ieri e di oggi e ricorda che le fiabe, come il teatro, non muoiono mai: cambiano voce, cambiano forma, ma restano vive finché qualcuno ha voglia di raccontarle. Uno spettacolo intelligente, ironico e profondamente umano: un tributo alla tradizione orale italiana che, grazie a Paiella e Teodonio, diventa un atto d’amore verso il racconto e la memoria collettiva.
Scheda spettacolo (info aggiuntive)
Cast: Francesca Piccolo, Aurora Cimino, Ivan Graziano, Antonio Bandiera, Alessandro Burzotta, Marcello Gravina, Caterina Fontana, Oreste
Da Euripide
Musiche originali: Gioacchino Balistreri
Costumi: Ivan Bicego Varengo
Assistente alla regia: Salvo Pappalardo
Progetto visual: Anita Martorana
Adattamento e regia: Dario Battaglia
Produzione: Compagnia Lombardi – Tiezzi
Dove: Spazio Diamante – Sala White
Quando: 31 ottobre – 2 novembre
Appassionato/a di arte, teatro, cinema, libri, spettacolo e cultura? Segui le nostre pagine Facebook, X, Google News e iscriviti alla nostra newsletter

Entra nel mondo dello spettacolo giovanissimo alternandosi nel ruolo di ballerino tra teatro cinema e tv. A 23 anni consegue la laurea al DAMS presso l’università Roma 3 ed inizia un percorso lavorativo nel settore televisivo avvicendandosi tra emittenti private minori (Tv Gold) e le principali reti nazionali (Rai e Mediaset) sviluppando esperienze a 360 gradi sia dietro le quinte che sul palco.

