Ven. Apr 3rd, 2026

Circo Paradiso al Teatro Manzoni: un viaggio tra memoria, emozioni e acrobazie poetiche

Circo Paradiso al Teatro Manzoni: un viaggio tra memoria, emozioni e acrobazie poetiche
Circo Paradiso al Teatro Manzoni: un viaggio tra memoria, emozioni e acrobazie poetiche

Sino al 30 novembre 2025, il Teatro Manzoni di Roma si trasforma in un chapiteau per ospitare ‘Circo Paradiso’, un affascinante spettacolo che intreccia il circo e la riflessione sull’amore, sul tempo e sull’arte del rischio

Sino al 30 novembre 2025, al Teatro Manzoni, nel cuore del signorile quartiere Prati a Roma, va in scena Circo Paradiso. Agnese Fallongo firma e interpreta – insieme a Tiziano Caputo – un piccolo capolavoro di teatro poetico e malinconico, capace di unire la grazia del ricordo alla vertigine dell’illusione. La regia, a quattro mani, di Adriano Evangelisti e Raffaele Latagliata orchestra con sensibilità un racconto sospeso tra passato e presente, tra la pista di segatura e il palcoscenico della memoria. Il risultato è uno spettacolo che riflette sul tempo, sull’amore e sull’arte come esercizio di equilibrio costante: quello, appunto, dei trapezisti che sfidano il vuoto e il destino.

Il trapezio d’oro: un riconoscimento di vita e di volo

Cesare e Attilina, un tempo coppia d’oro del circo, si ritrovano dopo trent’anni di silenzio per ricevere il Trapezio d’Oro, il massimo riconoscimento della loro comunità artistica. L’occasione si trasforma in un viaggio nei ricordi: tra rimpianti e nostalgie, i due ripercorrono l’infanzia comune, la scoperta dell’amore, le fatiche della vita nomade, fino alla separazione che ha segnato la fine del loro numero e della loro storia. Fallongo costruisce un testo di grande delicatezza, dove la malinconia non scivola mai nel sentimentalismo, e dove il circo diventa metafora della condizione umana: ogni salto è un rischio, ogni caduta una rinascita possibile.

Andrea Coppi trasforma il palco in un tendone circense

La scena di Andrea Coppi è minuziosa ed evocativa: una pedana, corde, vecchi bauli e una rete sospesa che diventa ora trapezio, ora gabbia, ora nuvola. I costumi di Nicoletta Ceccolini restituiscono la magia sbiadita di un mondo in via d’estinzione, tra velluti consunti e lustrini scoloriti. Le musiche originali di Tiziano Caputo, eseguite dal vivo, accompagnano il racconto con dolcezza: fisarmonica, voce e percussioni disegnano una colonna sonora che profuma di carovane e malinconie felliniane.

I flashback diventano la linea guida dello spettacolo

La regia sceglie un ritmo intimo, scandito da continui passaggi temporali: i flashback si intrecciano al presente con fluidità cinematografica, mentre i due protagonisti si muovono nello spazio come in un numero d’equilibrismo emotivo. Fallongo dona ad Attilina un candore ferito, una leggerezza struggente; Caputo offre a Cesare una ruvidità dolce, un’ironia amara che tiene viva la memoria del sogno. Insieme, ricreano quella complicità che un tempo sfidava la gravità, ora fragile ma ancora pulsante.

Uno spettacolo che fa tornare bambini

Circo Paradiso è una dichiarazione d’amore al teatro e ai suoi artisti, a tutti coloro che continuano a “volare” nonostante il rischio della caduta. È un omaggio alla vita come spettacolo precario, in cui ciò che resta – dopo gli applausi, dopo il dolore – è la bellezza dell’aver osato. Uno spettacolo che fa tornare bambini, entusiasti nel vedere un naso rosso o dei semplici giochi di magia svilupparsi sul palcoscenico. Circo Paradiso regala un momento lieve e profondo, che commuove senza artifici e lascia nello spettatore la sensazione rara di aver assistito a un atto di verità.

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