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Prix Versailles 2025, ecco i sei stadi più belli del mondo

Prix Versailles 2025, ecco i sei stadi più belli del mondo
Prix Versailles 2025, ecco i sei stadi più belli del mondo

Dalla Cina agli Stati Uniti, il Prix Versailles 2025 seleziona sei arene sportive che puntano su architettura, sostenibilità e rigenerazione urbana. Una mappa degli “stadi del futuro” che mostra come lo sport stia ridisegnando il volto di interi quartieri e città

Il Prix Versailles è un riconoscimento internazionale dedicato all’architettura contemporanea e al design, con base a Parigi e una collaborazione stabile con l’UNESCO. Il premio nasce per mettere in evidenza i progetti che riescono a combinare qualità formale, impatto urbano e attenzione ai temi ambientali, individuando ogni anno i “più belli del mondo” in diverse categorie: aeroporti, stazioni, infrastrutture commerciali e, da alcuni anni, anche impianti sportivi.

Per l’edizione 2025, la categoria Sports ha prodotto la “World’s Most Beautiful Arenas List 2025”: una lista di sei stadi e palazzetti selezionati tra Asia, Europa e Nord America. Ne fanno parte lo Xi’an International Football Centre (Xi’an, Cina), il SAP Garden (Monaco di Baviera, Germania), Le Colisée (Chartres, Francia), la Kagawa Prefectural Arena (Takamatsu, Giappone), il Caesars Superdome (New Orleans, Stati Uniti) e l’Intuit Dome (Inglewood, Stati Uniti).

Una mappa globale degli stadi più belli del mondo

La geografia della lista restituisce una mappa precisa dell’architettura sportiva contemporanea: la Cina e il Giappone rappresentano l’Asia, Germania e Francia l’Europa, mentre due impianti si trovano negli Stati Uniti. Nessun progetto italiano rientra tra i sei selezionati, segnale di come le sperimentazioni più avanzate sul tema dello stadio del futuro si stiano concentrando altrove, spesso in contesti urbani in trasformazione o legati a grandi eventi internazionali.

Elemento comune ai progetti è la dimensione multifunzionale. Questi non sono più semplici stadi, ma infrastrutture che integrano percorsi pubblici, spazi verdi, attività commerciali e servizi accessibili tutti i giorni, anche in assenza di partite o concerti. L’impianto sportivo diventa così una sorta di spazio pubblico coperto, pensato per funzionare come dispositivo permanente di socialità, e non solo come contenitore di eventi.

Xi’an International Football Centre, Cina

Lo Xi’an International Football Centre, progettato da Zaha Hadid Architects, è il principale riferimento asiatico della lista. Sorge a Fengdong, nella periferia di Xi’an, e combina uno stadio da circa 60.000 spettatori con campi di allenamento e funzioni aperte alla città. Il profilo a “sella” dell’edificio, riconoscibile in lontananza, è affiancato da terrazze e percorsi sopraelevati che affacciano sia sul tessuto urbano sia sui monti Qin, trasformando l’impianto in un punto panoramico accessibile.

L’involucro è studiato per mitigare i venti freddi provenienti da nord e per schermare la luce diretta, senza rinunciare a un apporto consistente di illuminazione naturale. Sotto le grandi coperture trovano posto spazi per il tempo libero, ristorazione, attività quotidiane e funzioni commerciali. L’obiettivo è chiaro: far funzionare il complesso come luogo di aggregazione stabile, attivo ben oltre i novanta minuti di una partita.

SAP Garden, Monaco di Baviera

Il SAP Garden, a Monaco di Baviera, è un’arena indoor di nuova generazione progettata dallo studio danese 3XN. Con una superficie di oltre 60.000 metri quadrati, integra il volume principale con un tetto-giardino che prolunga idealmente il paesaggio del parco circostante. In questo modo si riduce l’impatto visivo dell’edificio e si creano al contempo nuove superfici fruibili all’aperto.

L’impianto ospita le partite di hockey su ghiaccio dell’EHC Red Bull München e quelle di basket del Bayern Monaco, con una capienza superiore agli 11.000 spettatori a seconda della configurazione. All’interno, tribune mobili e sistemi di allestimento flessibili permettono di riconfigurare rapidamente lo spazio per sport diversi ed eventi non sportivi. L’arena comprende aree VIP, ristorazione, spazi commerciali, uffici e sale conferenze, avvicinandosi più al modello di infrastruttura urbana multifunzionale che a quello del palazzetto tradizionale.

Le Colisée, Chartres

Le Colisée di Chartres, firmato dallo studio Groupe-6 architectes, è una struttura polifunzionale che punta soprattutto sull’inserimento nel contesto. L’edificio sorge su un’ex area ferroviaria, tra la stazione e il centro storico, e sfrutta la pendenza naturale del terreno per collocare parte dell’arena al di sotto della quota stradale. In questo modo si riduce l’impatto volumetrico e si migliora il rapporto con il quartiere circostante.

Il tetto è concepito come una vera e propria passeggiata pubblica, con giardino pensile e percorsi pedonali che collegano direttamente la stazione ai nuovi spazi destinati allo sport e alla cultura. L’idea di “colosseo contemporaneo” si traduce in una sala centrale ellittica, circondata da gallerie e spazi di distribuzione pensati per ospitare tanto eventi sportivi quanto manifestazioni culturali, rafforzando il ruolo dell’edificio come infrastruttura civica a servizio della città.

Kagawa Prefectural Arena, Takamatsu

La Kagawa Prefectural Arena, a Takamatsu, lavora sulla continuità tra città e mare. L’edificio, disegnato dallo studio SANAA, si affaccia sul Mare Interno di Seto e si colloca in prossimità della stazione ferroviaria e del terminal dei traghetti, ricucendo una parte di waterfront con un grande tetto ondulato sotto il quale convivono piazza, parco e spazi sportivi.

I tre volumi principali dedicati alle diverse discipline sportive sono privi di muri perimetrali tradizionali e vengono separati soprattutto dalle tribune, che funzionano come margine poroso tra campo e spazi semiaperti. Le ampie superfici vetrate inquadrano il paesaggio e permettono un uso intensivo della luce naturale. Gli interni adottano materiali e colori neutri, in linea con la scelta progettuale di mettere al centro l’esperienza collettiva piuttosto che l’iconicità dell’oggetto architettonico.

Caesars Superdome, New Orleans

Diversamente dagli altri progetti della lista, il Caesars Superdome di New Orleans non è una nuova costruzione, ma un grande impianto esistente sottoposto a un importante processo di riqualificazione. Lo stadio coperto, storico riferimento del football americano e casa dei New Orleans Saints, è stato gravemente danneggiato dall’uragano Katrina nel 2005 ed è oggetto, da anni, di interventi di aggiornamento e ampliamento che ne hanno prolungato la vita utile.

I lavori più recenti hanno introdotto nuovi atrii di ingresso più luminosi e permeabili, migliorato l’organizzazione degli spazi interni per ottimizzare flussi e servizi, aggiornato il rivestimento metallico esterno. La grande cupola dorata risulta oggi più leggibile e contemporanea, pur mantenendo l’impronta monumentale che ha reso il Superdome uno degli stadi più riconoscibili del panorama sportivo statunitense.

Intuit Dome, Inglewood

L’Intuit Dome, a Inglewood, nell’area metropolitana di Los Angeles, è la nuova arena dei Los Angeles Clippers e uno dei tasselli più significativi della trasformazione urbana legata alle Olimpiadi del 2028. Progettato da AECOM, il complesso presenta un volume fortemente riconoscibile, con una geometria che richiama la sfera da basket e una facciata trattata come grande superficie mediale, pensata per ospitare grafica, contenuti digitali e illuminazioni dinamiche.

All’interno, l’attenzione progettuale è concentrata sulla qualità dell’esperienza per il pubblico: visuali sul campo ottimizzate, forte integrazione di tecnologie digitali, percorsi dedicati e distribuzione mirata dei servizi per ridurre i tempi di attesa. All’esterno, l’arena è affiancata da spazi destinati a installazioni artistiche, murales e attività di intrattenimento, con l’obiettivo di mantenere il complesso attivo e frequentato anche al di fuori dei calendari sportivi.

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