Nell’ottobre 1980, Eduardo De Filippo salì per l’ultima volta su un palcoscenico al Teatro Eliseo di Roma, durante le prove generali di una lettura di “Napoli milionaria” rivisitata per la televisione…

Nell’ottobre 1980, Eduardo De Filippo salì per l’ultima volta su un palcoscenico al Teatro Eliseo di Roma, durante le prove generali di una lettura di “Napoli milionaria” rivisitata per la televisione. Non recitava da anni. Ma disse una frase che i presenti non hanno mai dimenticato.
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Una prova informale
Eduardo si aggirava in palcoscenico con il copione aperto. Non portava costume, né luci puntate. Intervenne su una battuta che non funzionava. Un attore lo interruppe: “Maestro, volete che la cambi?” Eduardo alzò lo sguardo e disse: “Non fa niente. Lasciate così.”
Un congedo senza cerimonia
Quella fu l’ultima volta in cui parlò in scena. Pochi giorni dopo, annullò le repliche per motivi di salute. Non ci furono addii ufficiali, ma quel “lasciate così” divenne la sua battuta conclusiva, ripetuta da chi c’era con un rispetto quasi religioso.
L’arte del congedo
Non fu un commiato teatrale, ma una scelta esatta. Lasciare un errore, accettare l’incompleto, è gesto pienamente eduardiano. Perché nel teatro, come nella vita, la perfezione non è mai l’ultima parola. L’ultima parola, spesso, è “lasciate così”.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

