Per secoli, il blu oltremare fu il pigmento più pregiato al mondo. Ricavato dai lapislazzuli provenienti dall’attuale Afghanistan, veniva usato con parsimonia…

Per secoli, il blu oltremare fu il pigmento più pregiato al mondo. Ricavato dai lapislazzuli provenienti dall’attuale Afghanistan, veniva usato con parsimonia. Una sola pennellata poteva valere settimane di salario.
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Il colore dei cieli sacri
Nel Rinascimento, il blu oltremare era riservato quasi esclusivamente alla Vergine. Il suo uso doveva essere giustificato: simbolo di purezza, ma anche di lusso spirituale. La sua presenza indicava lo status dell’opera e del committente.
Trucchi e inganni
Alcuni artisti meno scrupolosi diluivano il pigmento o lo mescolavano ad azzurrite. I restauri odierni svelano differenze nette fra i blu autentici e quelli contraffatti. Il cambiamento nel tempo dei colori è un documento silenzioso delle scelte, spesso imposte, da limiti economici.
Il miracolo della chimica
Solo nel 1826, il chimico Jean-Baptiste Guimet scoprì un metodo per produrlo artificialmente. Finalmente il colore divenne accessibile. Ma per secoli, chi usava il vero oltremare firmava anche un patto invisibile: ogni goccia doveva contare, ogni gesto pesare.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

