Tra il fiume Tago e l’altopiano castigliano, Domenikos Theotokopoulos trovò a Toledo la luce di cui aveva bisogno. I suoi santi allungati, le nuvole che incombono, i blu elettrici nascono dall’intrico di vicoli che sale verso l’Alcázar...

Tra il fiume Tago e l’altopiano castigliano, Domenikos Theotokopoulos trovò a Toledo, in Spagna, la luce di cui aveva bisogno. I suoi santi allungati, le nuvole che incombono, i blu elettrici nascono dall’intrico di vicoli che sale verso l’Alcázar.
La città che plasma le forme
Toledo offre prospettive improvvise: archi mudéjar, torri visigote, conventi gotici in pochi metri. El Greco assimilò queste stratificazioni, restituendole in figure che si protendono verso l’alto come guglie viventi.
Il sepolcro del conte Orgaz
Nella chiesa di Santo Tomé, la pala del 1586 unisce terra e cielo in un unico respiro. Gli abitanti riconobbero i propri volti fra i testimoni del miracolo: El Greco legava così la gloria ultraterrena alla realtà quotidiana della città.
Un skyline interiore
La “Veduta di Toledo”, con le mura aggrappate a una collina cupa, non è topografia fedele ma eco emotiva. Camminare oggi lungo il Paseo del Miradero, quando il tramonto accende il granito d’arancio scuro, ricrea quella stessa tensione drammatica fra roccia e nuvola.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.
