A Barcellona continua l’avanzamento del cantiere della Sagrada Família: installato il quarto braccio orizzontale della croce sulla Torre di Gesù Cristo…

La Sagrada Família di Barcellona aggiunge un altro elemento al suo profilo verticale. Nei giorni scorsi è stato posizionato il quarto braccio orizzontale della croce destinata a coronare la Torre di Gesù Cristo, al centro del complesso e pensata come punto culminante dell’intero progetto.
L’installazione completa la sequenza dei bracci previsti per la parte orizzontale della croce e segna un avanzamento concreto di una delle lavorazioni più visibili dall’esterno, perché collocata nella zona più elevata del tempio.
La croce in quota: misure, forma e montaggio
La struttura sommitale non è un elemento decorativo secondario: è progettata come un grande volume architettonico, con proporzioni paragonabili a quelle di un edificio di più piani. Ogni braccio richiede operazioni di sollevamento e posizionamento ad alta precisione, in un contesto dove vento e spazio di manovra impongono tempi e procedure controllate.
Dal punto di vista formale, i bracci riprendono la geometria elaborata da Gaudí per molte parti del tempio, basata su superfici e torsioni che trasformano la massa in una presenza “dinamica”, leggibile anche a distanza.
La Torre di Gesù Cristo e l’obiettivo del 2026
La torre dedicata a Gesù Cristo è l’elemento destinato a definire la quota massima della basilica. Il completamento è previsto nell’orizzonte del 2026, anno particolarmente significativo perché coincide con il centenario della morte di Antoni Gaudí.
Il calendario dei lavori della Sagrada Família procede per fasi: completamenti parziali, installazioni in quota e chiusure progressive di porzioni dell’edificio. In questo schema, la croce rappresenta uno degli ultimi passaggi di maggior impatto, sia per la complessità tecnica sia per il valore simbolico.
Materiali e luce: perché la croce sarà visibile anche di notte
La scelta dei materiali risponde all’idea originaria di un segno chiaro, leggibile in pieno giorno e riconoscibile dopo il tramonto. Per questo, la croce è pensata con superfici luminose e con un sistema di illuminazione in grado di evidenziare il coronamento della torre nelle ore notturne.
L’effetto complessivo non riguarda solo l’oggetto in sé, ma il rapporto con le altre torri del complesso: la sommità della Torre di Gesù Cristo è progettata per diventare un riferimento visivo stabile nello skyline di Barcellona.
Un’opera dentro l’opera: l’Agnus Dei nella croce
All’interno della struttura della croce è prevista anche la presenza di un elemento artistico: l’Agnus Dei, inserito come parte integrante del coronamento. È un dettaglio che conferma l’impostazione del progetto gaudiniano, dove architettura, simboli e apparato iconografico sono pensati come un unico sistema.
In questo senso, il completamento della torre non riguarda soltanto il raggiungimento di una quota o l’installazione di un elemento finale, ma la definizione di un punto conclusivo coerente con l’impianto narrativo dell’intero tempio.
La Sagrada Família oggi: un cantiere che resta un caso internazionale
La basilica continua a essere uno dei cantieri più osservati al mondo, sia per la durata eccezionale dei lavori sia per la capacità di aggiornare il progetto senza allontanarsi dalle intenzioni originarie. Ogni intervento in quota, come quello legato alla croce della Torre di Gesù Cristo, riporta l’attenzione sull’equilibrio tra costruzione contemporanea e disegno storico.
L’avanzamento di queste settimane non chiude il cantiere, ma chiarisce la direzione: la Sagrada Família entra in una fase in cui i segni finali, quelli più riconoscibili, cominciano a prendere posto in modo definitivo.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.
