Nel 1941, appena diciannovenne, Vittorio Gassman si presentò ai provini dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica
Nel 1941, appena diciannovenne, Vittorio Gassman si presentò ai provini dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica. La commissione, colpita dalla sua voce e dal suo portamento, gli chiese di leggere un passo da “Antonio e Cleopatra”. Ma quel provino non fu mai documentato. Nessuna traccia audio, nessun verbale. Solo i ricordi.
Una scena che si perde
Gassman, in interviste successive, raccontò che fu una lettura interrotta. Scelse di fare un monologo con uno stile personale, non enfatico. I docenti rimasero in silenzio. Uno di loro disse soltanto: “Avete già deciso di fare questo mestiere?”
La memoria degli altri
Compagni di corso confermarono anni dopo che Gassman fu ammesso senza riserve, ma il suo provino rimase l’unico a non essere verbalizzato. Una svista? Forse. Ma l’attore ne fece un punto d’orgoglio. Per tutta la vita considerò quel momento come un battesimo silenzioso.
Il teatro prima del teatro
Quel provino mai archiviato rappresenta una soglia tra due vite. Gassman entrò da sconosciuto e uscì con una strada. Senza bisogno di conferme ufficiali, la scena lo aveva già riconosciuto.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

