Dal 19 febbraio all’8 marzo 2026, lo spettacolo “Figli maschi” di I Centouno porta una riflessione sulla mascolinità, tra risate e emozioni, al teatro Golden di Roma. Un viaggio nella fragilità del maschio moderno, accompagnato dalla regia di Leonardo Buttaroni e da un cast strepitoso
Il celebre proverbio “Auguri e figli maschi” diventa il fulcro della drammaturgia di Figli maschi, al Teatro Golden di Roma sino all’8 marzo, uno spettacolo che smonta e ricompone il concetto di mascolinità. Se un tempo il figlio maschio era simbolo di stabilità, oggi i tre protagonisti – Luca, Flavio ed Ezio – sono figli di una madre anticonformista e libertina, incarnando una visione della mascolinità fragile e disorientata. Le nevrosi, l’ineguatezza sentimentale, e l’ansia da prestazione emergono come temi centrali, rendendo i tre fratelli un ritratto del maschio moderno: immaturo, emotivamente vulnerabile e incline a scaricare ogni responsabilità.
Una terrazza usata come confessionale
La scena si apre su un terrazzo condominiale, trasformato in un luogo di confronto e confessioni, mentre i tre fratelli si preparano a celebrare il settantesimo compleanno della loro madre. La figura materna è costantemente assente, sia nelle grandi occasioni che nei momenti cruciali della vita dei figli. L’assenza della madre diventa il motore dell’azione, con i tre uomini che, nell’attesa di lei, si raccontano le proprie frustrazioni emotive e professionali. Il dialogo serrato, che alterna battute fulminanti e momenti di vulnerabilità, crea un perfetto equilibrio tra comedia e introspezione psicologica.
Due bellissimi imprevisti: Francesca Anna Bellucci e Lara Balbo
Il regista Leonardo Buttaroni dirige con mano esperta, evitando che la commedia scivoli nella macchietta. L’arrivo di Francesca Anna Bellucci e Lara Balbo, che interpretano due “avventrici”, scatena il caos nell’equilibrio già precario dei tre fratelli. Le due donne non sono semplici spalle comiche, ma veri e propri detonatori drammaturgici, che spingono i protagonisti a rinegoziare la propria identità maschile. Il confronto con l’altro sesso costringe i fratelli ad affrontare le loro insicurezze, mettendo in discussione le loro paure più profonde.
La comicità romana racchiusa in una commedia moderna
Il testo di Figli maschi, scritto dagli stessi protagonisti, è un esempio di comicità romana pura. La lingua vivace e contemporanea alterna momenti di leggerezza e profondità, creando un perfetto equilibrio tra battute taglienti e introspezioni più serie. Le rivelazioni e i colpi di scena si susseguono con intelligenza, senza mai cadere nel forzato, e conducono a un finale che lascia il pubblico con una domanda cruciale: è davvero necessario voler sapere tutto, a qualunque costo?
Nascere figli maschi: privilegio o arduo compito?
Figli maschi è una commedia che diverte e colpisce allo stesso tempo. Le risate nascondono una tensione autentica, quella di tre uomini in lotta con le proprie insicurezze e desiderosi di cambiamento. Lo spettacolo suggerisce che non è tanto un privilegio nascere maschi, quanto avere il coraggio di diventarlo in un modo nuovo. Essere figli maschi, alla fine, non è solo un privilegio, ma una responsabilità da ridefinire.

Entra nel mondo dello spettacolo giovanissimo alternandosi nel ruolo di ballerino tra teatro cinema e tv. A 23 anni consegue la laurea al DAMS presso l’università Roma 3 ed inizia un percorso lavorativo nel settore televisivo avvicendandosi tra emittenti private minori (Tv Gold) e le principali reti nazionali (Rai e Mediaset) sviluppando esperienze a 360 gradi sia dietro le quinte che sul palco.

