Mer. Apr 22nd, 2026

“Flowers. Meravigliosa Natura” al Chiostro del Bramante tra arte, scienza ed ecologia

"Flowers. Meravigliosa Natura" al Chiostro del Bramante tra arte, scienza ed ecologia
"Flowers. Meravigliosa Natura" al Chiostro del Bramante tra arte, scienza ed ecologia

Last Updated on 18/03/2026

Dal 18 marzo al 6 settembre 2026 DART – Chiostro del Bramante torna sul progetto “Flowers” con un secondo capitolo dedicato alla natura nel suo insieme. Un percorso in tre macro-sezioni mette in relazione opere dal Seicento alla contemporaneità, con prestiti da importanti collezioni italiane e lavori che usano anche tecnologie recenti.

Con “Flowers. Meravigliosa Natura”, DART – Chiostro del Bramante prosegue la linea avviata con “Flowers. Dal Rinascimento all’intelligenza artificiale”. Se la precedente tappa concentrava l’attenzione sul fiore come immagine carica di valori simbolici e politici, il nuovo allestimento amplia il campo: il tema diventa la natura nella sua totalità, intesa come sistema vivo, mutevole e interdipendente.

Scopri le altre mostre in Italia su Uozzart.com

Date e sede: quando visitare la mostra a Roma

La mostra è in programma da mercoledì 18 marzo a domenica 6 settembre 2026 negli spazi del Chiostro del Bramante. L’iniziativa è presentata da DART e nasce in accordo con la Kunsthalle di Monaco e Suzanne Landau, mantenendo però una configurazione autonoma del progetto espositivo.

Natura come ecosistema: piante, animali, mare

Il taglio è quello di una natura complessa, non ridotta al solo repertorio botanico: forme vegetali e animali, elementi marini e specie differenti convivono nel racconto della mostra. L’idea di fondo è quella di un equilibrio dinamico, in cui ogni immagine rimanda a una rete di relazioni e responsabilità, più che a un semplice catalogo di soggetti.

Tre macro-sezioni per leggere il presente

Il percorso si articola in tre sezioni, pensate come chiavi di lettura: Arte ed ecologia, Arte e scienza, Arte e politica. La struttura consente accostamenti tra epoche e linguaggi, con un itinerario che mette in tensione immaginari storici e urgenze contemporanee, senza separare nettamente i piani della ricerca artistica e della riflessione sul presente.

Opere dal Seicento a oggi, tra tradizione e tecnologie

La selezione attraversa un arco temporale ampio, dal Seicento alla contemporaneità. Accanto a lavori storici, compaiono opere realizzate con strumenti e tecniche recenti, incluse sperimentazioni che coinvolgono le nuove tecnologie e l’intelligenza artificiale. L’obiettivo non è la dimostrazione di “novità” a tutti i costi, ma la costruzione di un confronto tra modi diversi di rappresentare la natura e di interrogare il rapporto fra uomo e ambiente.

Prestiti e collezioni italiane: il peso della ricerca

Un elemento centrale dell’edizione 2026 è l’ampliamento dei contenuti scientifici e documentari, sostenuto da nuovi prestiti provenienti da collezioni italiane. Tra queste figurano la Biblioteca Casanatense, la Villa Medicea di Poggio a Caiano (Museo della Natura Morta), la Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia e il Museo Civico di Zoologia di Roma. La rete dei prestiti rafforza il dialogo tra patrimonio storico-artistico e approcci di matrice scientifica.

Diorami e contenuti scientifici: oceani e foresta

L’integrazione con il Museo Civico di Zoologia di Roma e la Sovrintendenza Capitolina introduce nel percorso il diorama dedicato agli Oceani e alla Foresta Bavarese. È un innesto che sposta l’attenzione dalla “natura come immagine” alla natura come ambiente osservabile e studiabile, offrendo un contrappunto concreto alle opere contemporanee esposte in dialogo.

Gli artisti e le opere: ritorni e nuovi ingressi

Nel percorso tornano alcuni lavori già noti al pubblico del primo capitolo, comprese installazioni site-specific di Austin Young e Zadok Ben-David. La nuova edizione aggiunge opere e installazioni contemporanee che entrano direttamente nel lessico dell’ecologia e della trasformazione degli ecosistemi, tra cui Enter the Plastocene di Tamiko Thiel and/p e Sunday’s lunch 02 di Eugenio Tibaldi. La sezione storica include opere del XVII e XVIII secolo di Margherita Caffi, Filippo Teodoro di Liagno (detto Filippo Napoletano) e Pietro Neri Scacciati, chiamate a misurarsi con i linguaggi del presente.

Biodiversità, fragilità, responsabilità: cosa mette a fuoco la mostra

La narrazione si completa con prestiti di Tracey Bush, Rob and Nick Carter, Ann Carrington e con un nucleo inedito di lavori di Zadok Ben-David. I temi che emergono sono quelli della biodiversità, della fragilità degli ecosistemi e della responsabilità collettiva: questioni trattate attraverso immagini, materiali e dispositivi espositivi differenti, evitando un’unica prospettiva moralistica e puntando invece su un sistema di rimandi.

Appassionati di arte, teatro, cinema, libri, spettacolo e cultura? Seguite le nostre pagine FacebookXGoogle News e iscriviti alla nostra newsletter

Related Post

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Scopri di più da Uozzart

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere