Dal 7 marzo all’8 aprile 2026 la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma presenta “Time Garden”, mostra dedicata alla ricerca pittorica di Gulistan
“Time Garden” arriva negli spazi della GNAMC con la curatela di Gabriele Simongini. L’esposizione è sostenuta e organizzata dalla Fondazione per l’arte cinese in Italia e co-organizzata dalla Federazione Internazionale delle Artiste Femminili 923 Art Space.
Date, sede e biglietti: cosa sapere
La mostra è visitabile dal 7 marzo all’8 aprile 2026 alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, in viale delle Belle Arti 131 (Roma). L’accesso è incluso nel biglietto d’ingresso del museo.
Il cuore del progetto: la Via della Seta come rete di immagini
Il titolo “Time Garden” sintetizza un’idea di tempo non progressiva: non una linea, ma un giardino in cui i “momenti” convivono e si trasformano. Il riferimento alla Via della Seta non è trattato come un itinerario unico, ma come una trama di relazioni tra popoli, lingue, religioni e immagini, che l’artista dichiara di avere studiato e attraversato anche in contesti legati a indagini archeologiche.
Dunhuang e Roma: luce, sabbia e “non finito”
Nel corpus in mostra, le tempeste di sabbia di Dunhuang sono messe in risonanza con la luce di Roma. L’impianto concettuale lavora per accostamenti: il vuoto contemplativo associato all’estetica orientale incontra il “non finito” occidentale, senza impostare un confronto a blocchi contrapposti.
Le serie: “Fragments of Time”, “The Nature of Memory”, “Memory of the Portraits”
Il percorso include nuclei di lavori che esplicitano le connessioni culturali su cui si regge la mostra. In “Fragments of Time” compaiono tonalità terrose e una stasi contemplativa accostate al rosso ocra delle pitture murali di Dunhuang e alle linee calligrafiche; in altre opere le Apsaras delle grotte cinesi sono avvicinate al dinamismo di Umberto Boccioni. In “The Nature of Memory” frammenti di scultura romana si innestano su silhouette di figure femminili orientali; in “Memory of the Portraits” torna il dialogo tra “non finito” e rarefazione dell’inchiostro su carta della tradizione cinese.
Tecnica e metodo: materiali ibridi e camminare come pratica
Sul piano tecnico, Gulistan combina spesso colore a olio e pigmenti a base d’acqua, con un risultato pensato come coesistenza tra pratiche. Al centro della costruzione delle immagini c’è anche l’idea di cammino: non solo esperienza fisica, ma pratica interiore, misura di spazio e tempo, e modo per ascoltare i luoghi e tradurne l’energia in pittura.
Chi è Gulistan: formazione, mostre, riconoscimenti
Artista cinese attiva tra Pechino e contesto internazionale, Gulistan ha conseguito un Master in pittura a olio alla Capital Normal University di Pechino (2000–2003) e un Master in Education alla University of Flinders (2005–2007); è docente alla Capital Normal University. Nel profilo biografico sono citate presentazioni e sedi espositive in istituzioni e contesti internazionali, un riconoscimento ricevuto a Roma nel 2020 (Contemporary Art Creation Award dell’International Federation of Women Artists) e una personale al National Art Museum of China nel 2021 (“The Color of Time”), oltre a partecipazioni successive in rassegne e fiere internazionali.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

