Dal 7 marzo al 26 luglio 2026 Palazzo Buontalenti ospita “Io sono un architetto. Ettore Sottsass”, una retrospettiva ampia e ordinata che attraversa trent’anni di lavoro tra disegno, ceramica, fotografia, arredo e progetto industriale
Dal 7 marzo al 26 luglio 2026 Palazzo Buontalenti di Pistoia ospita “Io sono un architetto. Ettore Sottsass”, una retrospettiva ampia e ordinata che attraversa trent’anni di lavoro tra disegno, ceramica, fotografia, arredo e progetto industriale. La mostra su Ettore Sottsass a Pistoia sceglie un taglio di studio, insiste sul rapporto con la Toscana e rimette al centro il design come forma di lettura critica del presente.
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Una mostra che rimette in sequenza un percorso complesso
La mostra dedicata a Ettore Sottsass a Pistoia prende in esame il periodo compreso tra il secondo dopoguerra e la metà degli anni Settanta. A Palazzo Buontalenti sono riunite oltre 1.400 opere tra disegni, oggetti, fotografie e materiali documentari, con l’obiettivo di restituire continuità a una ricerca che ha attraversato linguaggi diversi senza mai separare progetto, cultura visiva e trasformazioni sociali. La curatela è affidata a Enrico Morteo.
Il senso del titolo “Io sono un architetto”
Il titolo della retrospettiva non serve a fissare Sottsass dentro una definizione professionale, ma a chiarire il punto di vista da cui il suo lavoro viene riletto. L’esposizione evita la formula della semplice antologia di pezzi celebri e prova invece a mostrare come, per Sottsass, l’architettura fosse un modo di pensare il rapporto tra persone, oggetti, spazio e sistemi di vita. In questa chiave, la mostra assume il profilo di una ricognizione critica più che celebrativa.
Il legame con la Toscana come asse del racconto
Uno dei nuclei più rilevanti della mostra riguarda il rapporto di Sottsass con la Toscana, presentato non come nota laterale ma come passaggio strutturale del suo percorso. Il dialogo con la manifattura Bitossi a Montelupo Fiorentino e quello con Poltronova ad Agliana mostrano un terreno di sperimentazione in cui materia, colore e funzione vengono ripensati fuori da ogni idea neutra dell’oggetto. È in questo intreccio tra artigianato evoluto e industria che la mostra trova una delle sue linee più solide.
Dalla ceramica all’industria elettronica
Il percorso non si limita agli arredi e alle ceramiche per cui Sottsass è più riconoscibile presso il grande pubblico. Ampio spazio è dedicato anche al lavoro con Olivetti, avviato alla fine degli anni Cinquanta, quando il designer interviene sulla divisione elettronica attiva tra Pisa e Massa. Disegni, modelli, fotografie e documenti mostrano il confronto con le prime macchine elettroniche e con un’idea di industria in cui forma, comunicazione e tecnologia concorrono alla costruzione di una nuova immagine del lavoro.
Il passaggio degli anni Sessanta
La retrospettiva insiste poi sul cambiamento maturato all’inizio degli anni Sessanta, dopo il viaggio in India e la malattia. In questa fase gli oggetti perdono qualunque residuo di innocenza funzionale e acquistano un peso più simbolico, quasi esistenziale. L’abitare, il corpo, il rito, la presenza del colore e il valore mentale della forma diventano elementi centrali di una ricerca che si allontana dall’idea di progresso come risposta sufficiente.
Pianeta Fresco, Metafore e la fine del percorso
Nelle sezioni finali emergono la radicalità del tardo decennio e la tensione critica che accompagna Sottsass verso una stagione nuova. Le pagine di Pianeta Fresco, il lavoro sulle immagini e il ciclo fotografico delle Metafore chiudono il percorso segnando un passaggio netto: il design non è più soltanto costruzione di oggetti, ma dispositivo di presa di posizione contro automatismi culturali, consumismo e conformismo visivo. La mostra si ferma prima della stagione Memphis, ma ne lascia intravedere le premesse.
Una retrospettiva di studio, non di effetto
La mostra Ettore Sottsass di Pistoia sembra puntare soprattutto sulla leggibilità del processo creativo. Il ricorso ai materiali del fondo documentario affidato al CSAC dell’Università di Parma rafforza questa impostazione e sposta l’attenzione dal singolo oggetto iconico alla costruzione di un pensiero. È un’impostazione coerente anche con il programma che accompagna l’esposizione, tra incontri, visite guidate, laboratori e attività accessibili, senza trasformare l’evento in un contenitore generico.
Date e sede della mostra a Pistoia
“Io sono un architetto. Ettore Sottsass” è aperta a Palazzo Buontalenti, in via de’ Rossi 7 a Pistoia, dal 7 marzo al 26 luglio 2026. Gli orari indicati sono dal mercoledì alla domenica, dalle 10 alle 19, con alcune aperture straordinarie nei giorni festivi di primavera. Per Pistoia Musei si tratta di un progetto centrale della programmazione 2026, costruito attorno a una figura che continua a occupare un punto sensibile nel dibattito sul design italiano del Novecento.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

