Special guest di Dialoghi Visivi, Antonella Laganà porta in mostra una ricerca fondata su colore, armonia e comunicazione. Al centro, un’idea chiara: l’opera si compie davvero solo nell’incontro con lo sguardo di chi osserva
Nel percorso di Dialoghi Visivi, la presenza di Antonella Laganà si lega a una riflessione sul senso stesso dell’opera d’arte come esperienza condivisa. Nelle sue parole ritornano con forza alcuni elementi fondamentali della sua ricerca: il colore, l’armonia, la comunicazione, ma anche il rapporto tra processo creativo e osservazione del reale. Per Laganà il quadro non è mai un oggetto chiuso, ma qualcosa che esiste pienamente solo quando viene visto e attraversato dallo sguardo dell’altro. Da qui prende forma una concezione dell’arte come organismo vivo, capace di assorbire la realtà circostante e restituirla secondo un equilibrio interno che, una volta raggiunto, trasforma l’opera in dialogo visivo.
Che cosa rappresenta la sua presenza in Dialoghi Visivi?
Nelle opere che presento qui c’è la ricerca del colore, delle armonie e della comunicazione.
Come nasce il suo percorso artistico?
La mia attività artistica è innata. Per me l’arte è una cosa molto importante, molto vera. La sento come qualcosa che mi appartiene naturalmente.
Che rapporto ha con il fare artistico?
Per me non è una fatica: è una gioia. Ho sempre sentito l’arte in modo naturale.
Perché si può parlare di “dialoghi visivi”?
Perché il quadro esiste per essere visto, altrimenti non ha senso. Come uno spettacolo teatrale senza spettatore. L’arte è fatta per espandersi, per essere visibile.
Che cosa accade tra opera e osservatore?
Ognuno osserva l’opera e compie il proprio passaggio, il proprio dialogo con essa.
Che cosa entra nelle sue opere?
Studio, esperienza, osservazione. L’arte assorbe la realtà che circonda l’essere umano e la restituisce attraverso la sensibilità dell’artista.
Come si sviluppa il processo creativo?
C’è una fase iniziale, poi una fase di elaborazione, di comprensione di ciò che si è fatto, e infine una ricerca di equilibrio. Come la natura vive di leggi di armonia, così anche l’opera.
Quando un’opera si compie davvero?
Quando raggiunge la sua armonia. È in quel momento che si produce e diventa dialogo visivo.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

