Dal 9 al 12 aprile, al Teatro Vittoria di Roma, Stefano Benni porta in scena uno spettacolo sorprendentemente stratificato: una favola teatrale sospesa tra ironia, musica dal vivo e riflessione sull’uomo, resa viva dall’interpretazione di Amanda Sandrelli e Paolo Giovannucci
Dal 9 al 12 aprile, presso il Teatro Vittoria di Roma, Stefano Benni porta in scena ” Il carnevale degli insetti”. Lo spettacolo si rivela sorprendentemente stratificato, capace di coniugare leggerezza e profondità in una forma teatrale che oscilla tra favola, satira e concerto dal vivo. La regia di Paolo Giovannucci costruisce un impianto scenico essenziale ma estremamente dinamico, dove parola e musica si intrecciano senza mai sovrapporsi, mantenendo un equilibrio delicato e necessario.
Amanda Sandrelli e Paolo Giovannucci, due insetti perfetti
Protagonisti assoluti sono Amanda Sandrelli e lo stesso Giovannucci, che danno vita a una galleria di insetti antropomorfi con grande versatilità interpretativa. Sandrelli, in particolare, dimostra una straordinaria capacità di modulazione vocale e fisica, passando con naturalezza dalla leggerezza dello strisciare di una blatta alla pungente ironia di una zanzara, restituendo a ogni creatura una precisa identità scenica. Giovannucci affianca con misura e ritmo, contribuendo a creare un dialogo continuo che sostiene l’impianto narrativo.
Benni usa gli insetti per far riflettere l’uomo e il suo egoismo
Il testo di Benni conserva intatta la sua cifra stilistica: giochi di parole, neologismi e invenzioni linguistiche diventano strumenti di una satira mai banale, che ribalta la prospettiva antropocentrica e invita lo spettatore a osservare l’umanità da un punto di vista “minore”, ma non per questo meno lucido. Gli insetti diventano così uno specchio deformante e rivelatore, capace di mettere in luce contraddizioni, superficialità e fragilità del nostro tempo.
Musica e costumi sono contributi essenziali per la riuscita dello spettacolo
Fondamentale è il contributo musicale dell’Orchestra Multietnica di Arezzo, diretta da Enrico Fink. La partitura sonora, ricca e variegata, accompagna e amplifica la narrazione, trasformando lo spettacolo in un’esperienza immersiva. Le sonorità, che attingono a tradizioni diverse, creano un tessuto musicale capace di evocare mondi e atmosfere, sottolineando tanto i momenti più ironici quanto quelli più riflessivi. Dal punto di vista visivo, scene e costumi contribuiscono a costruire un universo sospeso tra il reale e il fantastico, ma comunque credibile e realistico. L’effetto complessivo è quello di un carnevale grottesco e poetico, in cui ogni elemento concorre a mantenere viva l’attenzione dello spettatore.
Uno spettacolo che, in chiave ironica, vuole rimettere al centro la natura
Il carnevale degli insetti si configura così come un’opera intelligente e accessibile, capace di parlare a pubblici diversi. Dietro l’apparente leggerezza si cela un invito urgente: rallentare, osservare, cambiare prospettiva. In un’epoca distratta e frenetica, lo spettacolo suggerisce con garbo che forse la verità si nasconde proprio nelle forme di vita più piccole e ignorate, e invita lo spettatore a rimettere al centro la natura rispetto agli egoismi umani.
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Entra nel mondo dello spettacolo giovanissimo alternandosi nel ruolo di ballerino tra teatro cinema e tv. A 23 anni consegue la laurea al DAMS presso l’università Roma 3 ed inizia un percorso lavorativo nel settore televisivo avvicendandosi tra emittenti private minori (Tv Gold) e le principali reti nazionali (Rai e Mediaset) sviluppando esperienze a 360 gradi sia dietro le quinte che sul palco.

