Dopo tre anni di interventi, il sepolcro romano di Gaio Cestio torna accessibile al pubblico con nuovi interventi di valorizzazione. Il progetto ha interessato il monumento dell’Aventino e gli spazi archeologici collegati, con l’obiettivo di migliorarne conservazione e fruizione.
La Piramide Cestia di Roma riapre al pubblico dopo un periodo di chiusura legato agli interventi di restauro e valorizzazione. Il monumento, uno dei simboli archeologici più riconoscibili della Capitale, torna così visitabile con un percorso aggiornato e nuovi servizi dedicati alla conoscenza del sito.
I lavori, sostenuti nell’ambito dei programmi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), hanno riguardato la tutela della struttura e il miglioramento delle condizioni di accesso agli ambienti interni e all’area circostante.
Un monumento romano dalla forma insolita
Costruita tra il 18 e il 12 a.C., la Piramide Cestia è il sepolcro di Gaio Cestio Epulone, magistrato e membro del collegio dei septemviri epulones. La sua particolare forma richiama la cultura egizia diffusa a Roma dopo la conquista dell’Egitto, trasformandola in uno dei monumenti più singolari della città antica.
Alta circa 36 metri, la piramide conserva al suo interno una camera funeraria con decorazioni pittoriche di epoca romana. Il monumento si trova nei pressi di Porta San Paolo, integrato nel sistema delle Mura Aureliane e vicino al Cimitero Acattolico.
Nuova illuminazione e valorizzazione degli spazi archeologici
Tra gli interventi realizzati rientra anche il miglioramento dell’illuminazione del monumento, pensato per rendere più leggibili gli elementi architettonici e gli ambienti visitabili. Il progetto ha interessato inoltre gli spazi archeologici collegati alla piramide, con un intervento complessivo sulla fruizione del sito.
La riapertura permette di riportare l’attenzione su un’area di Roma spesso osservata dall’esterno, ma caratterizzata da una storia stratificata che comprende epoca romana, trasformazioni medievali e interventi di conservazione moderni.
La Piramide Cestia nel patrimonio culturale di Roma
Negli ultimi anni il monumento è stato al centro di diversi interventi di tutela. La sua conservazione rappresenta una delle sfide legate alla gestione del patrimonio archeologico romano, esposto agli effetti del tempo, dell’inquinamento e delle condizioni ambientali.
Con la riapertura, la Piramide Cestia torna a essere inserita stabilmente nei percorsi culturali della Capitale, offrendo nuovamente ai visitatori la possibilità di accedere a uno dei pochi esempi di architettura funeraria romana ispirata al modello piramidale.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

