A Palazzo Medici Riccardi una mostra riunisce circa 150 opere tra Dürer, Parmigianino e altri maestri europei del Cinquecento. Il percorso indaga il ruolo dell’incisione e il rapporto tra il collezionismo dell’artista tedesco e le sperimentazioni del Manierismo
Palazzo Medici Riccardi ospita “Oltre il Rinascimento. Tra Dürer e Parmigianino”, mostra dedicata alla grafica manierista europea e al rapporto tra i grandi maestri del Cinquecento e Georg Baselitz, artista e collezionista tedesco. L’esposizione è visitabile a Firenze dal 10 settembre 2026 al 5 gennaio 2027.
Il progetto propone un percorso che supera la visione più tradizionale del Rinascimento per concentrarsi sulle trasformazioni del linguaggio artistico tra la fine del Quattrocento e i primi decenni del Seicento. Al centro ci sono la ricerca tecnica dell’incisione, il valore autonomo della grafica e le forme di sperimentazione che caratterizzarono il Manierismo europeo.
Le opere della collezione Baselitz e del Museo di Belle Arti di Budapest
La mostra riunisce circa 150 opere, provenienti dalla collezione privata di Georg Baselitz e dalle raccolte del Museo di Belle Arti di Budapest. Il percorso mette in dialogo artisti italiani, tedeschi, francesi e fiamminghi attraverso stampe, incisioni e opere che raccontano la complessità della cultura figurativa del Cinquecento.
Tra gli autori presenti figurano Albrecht Dürer, Parmigianino, Andrea Mantegna, Andrea Schiavone, Antonio del Pollaiolo, Ugo da Carpi, Domenico Beccafumi, Andrea Andreani e Hendrick Goltzius, con una particolare attenzione alle tecniche del chiaroscuro e alle possibilità espressive dell’incisione.
Il Manierismo come spazio di sperimentazione
Il titolo della mostra richiama l’idea di un Rinascimento oltre i suoi confini più conosciuti, quello delle regole classiche e dell’equilibrio formale. Il percorso racconta invece una fase in cui gli artisti iniziano a mettere in discussione i modelli precedenti, sviluppando composizioni più complesse, figure dinamiche e soluzioni visive innovative.
L’incisione diventa così uno strumento privilegiato per osservare il cambiamento del linguaggio artistico: non una tecnica secondaria rispetto alla pittura, ma un terreno autonomo di ricerca, capace di diffondere idee, immagini e nuove forme compositive in tutta Europa.
Georg Baselitz tra arte contemporanea e memoria del Cinquecento
Uno degli elementi centrali dell’esposizione è il ruolo di Baselitz come collezionista di stampe antiche. La sua raccolta nasce dall’interesse per gli aspetti più irregolari e sperimentali del Manierismo, elementi che hanno trovato un collegamento con la sua stessa ricerca artistica contemporanea.
Accanto alle opere dei maestri antichi sono presenti anche lavori di Baselitz, tra cui alcune sculture e un autoritratto, creando un confronto diretto tra la grafica del Cinquecento e la produzione dell’artista tedesco.
Un percorso tra Firenze e la storia della grafica europea
La mostra a Palazzo Medici Riccardi si inserisce in un programma culturale che mette Firenze al centro del dialogo tra patrimonio storico e ricerca contemporanea. L’esposizione è curata da Daniel Blau, Sergio Risaliti e Valentina Zucchi, promossa dalla Città Metropolitana di Firenze e organizzata da Fondazione MUS.E.
Il percorso comprende anche apparati dedicati alle tecniche incisorie, con strumenti e materiali pensati per approfondire i diversi procedimenti utilizzati dagli artisti. L’obiettivo è mostrare come la grafica abbia avuto un ruolo decisivo nella circolazione delle immagini e nello sviluppo dell’arte europea tra Rinascimento e Manierismo.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

