Fuksas e la sua “Nuvola” all’Eur di Roma: “Non so se verrà mai completata”

Ancora nuvole sulla Nuvola. L’italianissimo e romanissimo architetto Massimiliano Fuksas, uno dei più acclamati e ricercati al mondo, fa chiarezza sulla vicenda Nuvola in zona Eur, a Roma. E si toglie qualche sassolino dalla scarpa: “I lavori vanno avanti, ma solo con quattro operai, procedendo davvero lentamente. Io non ho più nessuna responsabilità: non ne voglio più sapere nulla. Abbiamo una burocrazia incompetente e incapace, che non sa funzionare la macchina dello Stato. La parte più difficile di questo progetto sono le rifiniture, in mano all’impresa e all’ufficio tecnico dell’Eur. L’ultimo AD mi ha proposto di continuare a lavorare come direttore artistico, ma senza essere pagato. Una cosa senza senso”. Ma facciamo un passo indietro. Anzi, più di uno.

IL PROGETTOUn grande parallelepipedo di acciaio e vetro, alto 40 metri, largo 70 e lungo 175. Al suo interno una sala costituita da un contenitore a forma di nuvola, ricoperto da fibra di vetro e silicone. Effetto galleggiamento nell’aria. Sono questi i pochi elementi, quelli sicuri, previsti dal progetto dell’architetto. Come da immagine.

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I COSTI – Un progetto innovativo, che avrebbe portato prestigio ed eleganza nel quartiere moderno di Roma, l’Eur. L’opera, secondo l’iniziale gara d’appalto, doveva costare 276 milioni di euro. Una cifra lievitata con il passare del tempo, sino a raggiungere i 350 più iva, pari a circa 420 milioni. Poi, nel 2013, il prestito di cento milioni di euro previsti dalla Legge di stabilità per il completamento dei lavori. Eur Spa avrà trent’anni di tempo per restituire al tasso dei Bot quinquennali. Ma non bastano, ce ne vorrebbero altri 70. Almeno.

LA SOCIETA’Eur spa è una società privata ma a capitale pubblico, detenuta al 90% dal Ministero delle Finanze e al 10% da Comune di Roma. Con un patrimonio edilizio di 570mila mq per un valore stimato di 700 milioni di euro. E’ lei che porta avanti il cantiere della Nuvola.

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EUR SPA“Abbiamo completato il 76% dei lavori – ha spiegato il Presidente di Eur Spa Pierluigi Borghinistimiamo di finire nel 2014 per essere a pieno regime con l’attività congressuale nel 2015″. Ma per completare l’opera, ha detto ancora Borghini, mancano 170 milioni. E dettaglia la data di fine lavori: un anno per chiudere il cantiere. Sei mesi per l’agibilità. Sarà vero? Solo una persona può aiutarmi a fare chiarezza.

L’ARCHITETTOMassimiliano Fuksas ha dichiarato a Uozzart: “Ho visto cambiare quattro volte il Sindaco, quando il Comune è azionista al 10%, non so quante volte il Governo e quindi il Tesoro, azionista al 90%, quattro volte il Presidente della Regione e quattro volte l’Amministratore Delegato di Eur Spa. Non è mai stato fatto un finanziamento ad hoc per il Centro Congressi, andando avanti con piccoli quote, procedendo in modo disordinato e angoscioso. Senza fissare mai un budget su quello che si deve spendere. L’impresa che segue il cantiere ha proposto un ribasso ridicolo di 50 milioni, cifra che è in parte è stata riassorbita in lavori più o meno importanti. Tre anni di ritardo per un’approvazione di una cucina-depositi e per una sala. Ma l’impresa non è mai stata penalizzata con nessuna sanzione per i ritardi”.

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FINE NEL 2014?“L’attuale Amministratore Delegato ha dichiarato che i lavori finiranno nel 2014-2015 – prosegue l’Architetto Fuksas in questa nostra intervista – senza spiegarne le ragioni. Dichiarazioni fatte senza esperienza, non sanno cosa significhi fare un appalto. E gli aspetti fiscali hanno una responsabilità enorme. I lavori vanno avanti, ma solo con quattro operai, procedendo davvero lentamente. Io non ho più nessuna responsabilità: non ne voglio più sapere nulla. A Roma ho costruito solo quest’opera. E me ne dispiace. Non so se verrà mai completata. Ma spero che sarò in vita per vederla terminata”. E incalza: “Abbiamo una burocrazia incompetente e incapace, che non sa far funzionare la macchina dello Stato. La parte più difficile di questo progetto sono le rifiniture, in mano all’impresa e all’ufficio tecnico dell’Eur. L’ultimo AD mi ha proposto di continuare a lavorare come direttore artistico, ma senza essere pagato. Una cosa senza senso”.