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Tellas, Blu e Pixel Pancho e gli altri street artist: i 10 “grandi” del 2014

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E’ già tempo di bilanci per questo 2014 (arriva puntualmente quando compaiono i primi pandori tra gli scaffali del supermercato), anno che ha segnato per la street art un periodo di grande crescita. Anche in Italia, nonostante nei piccoli centri si fatichi ancora un po’ a imporsi. Ma nell’Europa occidentale i grandi nomi sono tanti. Con una qualità media che, forse, potrebbe battere anche quella americana. Alla ricerca degli street artist più influenti degli ultimi mesi, mi sono imbattuto in tanti nomi, ma ne ho selezionati pochi. Dieci. E non è stato facile. In questa personalissima lista ho raccolto nomi e impressioni sui migliori, sui più famosi, sui più divergenti. Come Blu, Pixel Pancho e C215.

Un profondo inchino all’Italia, chi lo avrebbe mai detto, dove spiccano i nomi di Tellas, Blu e Pixel Pancho. Se del primo si è già detto tanto, qualche parola andrebbe spesa per gli altri due. Tellas, cagliaritano, ha conquistato l’Europa con i suoi grandi murales caratterizzati da elementi naturali e stili semplici ma efficaci. Pixel Pancho invece è torinese, e preferisce uno stile colorato, morbido e da tematiche generalmente fantastiche e fantascientifiche.

Le opere di Tellas

Le opere di Pixel Pancho  

In Francia si fanno largo i nomi di Jr e C215, entrambi parigini: il primo ama i dettagli umani, soprattutto gli occhi, che ricoprono grandissimi muri e, a volte, interi quartieri. Ma è appassionato anche di fotografia, mai standard, sempre ironica. Dettagliati e particolarmente espressivi i dipinti per il secondo, che preferisce adottare la tecnica dello stencil, con tanti colori ma poco contrastanti tra loro, permettendo un maggiore focus sulle forme.

Le opere di JR

Le opere di C215

A rappresentare Spagna e Portogallo sono rispettivamente Escif e Vhils: lo stile irriverente, umoristico e poco dettagliato dello spagnolo (Valencia), quasi scarno e piatto, risalta facilmente all’occhio, come anche la sua scelta “minimal” di colorare i propri soggetti. Non è di immediata comprensione, ma intriga proprio per questo, perché si intuisce che c’è un perché, anche se ben nascosto. Per quanto riguarda Vhils, da Lisbona con amore, le sue opere sono sparse per tutti i continenti: racconta le storie e le emozioni delle persone, più o meno famose, tramite i loro volti, optando preferibilmente per il bianco con sfumature più scure.

Le opere di Escif

LE OPERE DI VHILS – 

Concludiamo, allontanandoci un po’ di più dai nostri confini, con gli ultimi tre artisti. Il belga Roa, da Gand, predilige gli animali, resi oscuri, cupi, quasi minacciosi, con tocchi di fantasy e horror. Anche un coniglio, se disegnato da lui, diventa un’opera tutt’altro che innocente. Reka, invece, è australiano vive a Berlino: la sua arte rimanda al surrealismo, ed è caratterizzata da tratti forti e decisi, con tante colorazioni e dai soggetti ricchi di rimandi pop. Interesni Kazki, infine, è ucraino. Anzi, sono ucraini: il duo, composto da AEC e Waone, abbatte la concezione spaziale e temporale del soggetto, rendendo i suoi protagonisti impossibili ma interessanti, con tanti rimandi agli usi e costumi di tutto il mondo.

Le opere di Roa

LE OPERE DI REKA – 

Le opere di Interesni Kazki

Articolo apparso anche su LaStampa.it

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