Intervista a Cinzia Pellin, l’artista delle dive del cinema

L’ho conosciuta per caso, ed è stato colpo di fulmine. Durante l’ultima delle serate organizzate dalla poetessa Antonella Pagano, i suoi quadri erano lì, con la loro rara ed energetica bellezza, fatta di contrasti e di linee decise, di sguardi  e di labbra provocanti. Ritratti cinematografici, immagini di donne, protagoniste tanto per la loro bravura quanto per l’indubbia personalità, sottolineata anche da quelle che inizialmente apparivano fotografie, per poi risultare sorprendentemente ritratti.

Cinzia Pellin, nata a Velletri, ha frequentato l’accademia di Belle Arti di Roma, diplomandosi con il massimo dei voti in Scenografia con il prof. Venditelli. La sua pittura ha liberato in pochi anni un vero caleidoscopio d’immagini ricche di fascino e seduzione che, come tante schegge, si avvicinano e si allontanano nel gioco senza fine dell’esistenza. E scoprirlo è stato un vero piacere.

Da dove nasce la tua passione per il mondo del cinema ?

La specializzazione in Scenografia all’Accademia di Belle Arti di Roma e la tesi in Regia dove ho potuto approfondire gli studi sul mondo del Cinema, hanno sviluppato questa mia passione. I soggetti che scelgo sono spesso catturati da scene di film famosi. I miei dipinti appaiono  come quinte teatrali grazie alle dimensioni così ampie delle mie tele e i tagli conferiti ai miei soggetti sono simili a inquadrature cinematografiche. Nel 2013 ho dedicato un intero evento al mondo del cinema, scegliendo come protagoniste dei miei quadri le nostre attrici più rappresentative. La mostra si intitolava CinemArt – Omaggio al Cinema Italiano.

Perché i tuoi soggetti sono prevalentemente donne?

Dal punto di vista emozionale trovo che la donna sia più intrigante dell’uomo, più complessa. Fascino e seduzione le appartengono di natura e questi due elementi sono al centro della mia ricerca. Nelle mie opere la donna diventa seducente, chiunque essa sia : diva dello spettacolo, attrice, modella o ragazza della porta accanto. La mia donna non teme di ostentare la propria bellezza anzi la esalta con il machillage, capelli sciolti e talvolta con dei gesti. La donna che tento di rappresentare non si lascia influenzare dalla società e cura il proprio aspetto anche quando va a fare la spesa o indossa dei guantoni da boxe, come nel mio caso. La mia donna è libera.

Che significato hanno, nella tua arte, labbra e occhi?

Labbra e occhi sono gli elementi della comunicazione, per questo motivo sono al centro della mia pittura. La mia attenzione è sempre focalizzata sull’espressività di un volto e su quello che può comunicare.

Bianco , nero, rosso : quanto conta il colore per dare l’emozione a chi guarda il tuo quadro ?

Il colore è fondamentale per dare carattere alle mie tele. Mi servo del bianco e nero degli incarnati per creare forti contrasti e per far risaltare i rossi delle labbra e i blu chiari e i verdi trasparenti dell’iride. Questo crea un forte impatto emotivo nell’osservatore, lo cattura.

Quanto può essere difficile proporre l’arte in un ambiente “ saturo” come Roma?

Ho lavorato pochissimo a Roma; non ho idea di come funzionino le cose in questa bellissima città d’arte anche perché ho lavorato 10 anni in esclusiva con la galleria Vecchiato di Padova, e nel nord Italia ho potuto sicuramente riscontrare molto interesse per i giovani artisti. Ma spero di riuscire quanto prima a trovare qualche galleria con la quale collaborare anche a Roma, mi farebbe molto piacere.

Prossimi progetti,  e sogni da realizzare.

Il 2016 è iniziato con molto entusiasmo e con la creazione di un nuovo sito web dove promuoverò il mio lavoro aggiornandolo costantemente proprio come faccio con le mie due pagine di face book. Invito tutti a visitarlo all’indirizzo: www.cinziapellin.com. Per quanto riguarda i progetti sono molti, come anche i futuri eventi e le collaborazioni,  ma per ora posso solo anticipare la mia prossima personale che si terrà all’Abbazia di Montecassino.  Si tratterà di una mostra che prevede lo sviluppo di un nuovo ciclo di opere dedicato ai bambini intitolato “Angeli senz’ali “. Un altro progetto a breve termine è la realizzazione di litografie e serigrafie delle mie opere più rappresentative.

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