Domenica apertura straordinaria di Palazzo Senatorio in Campidoglio

Domenica 31 luglio il Palazzo Senatorio in Campidoglio apre al pubblico i suoi spazi archeologici e istituzionali e le sue storiche sale.

L’EVENTO – Il percorso, che inizia all’ingresso di Sisto IV, prevede la visita del Tempio di Veiove, della Scala del Boia, della Piccola Protomoteca, della Sala della Protomoteca, dell’Aula Giulio Cesare, della Sala delle Bandiere, della Sala dell’Arazzo, del Salotto dell’Orologio, dello studio del Sindaco, dell’Anticamera, dello Scalone, fino a tornare all’ingresso di Sisto IV.

La durata della visita è di circa 20 minuti. Sono previsti gruppi di 20/25 visitatori, con partenza ogni 15 minuti circa. L’orario di apertura è dalle 18.30 alle 22.30, con ultimo ingresso programmato per le 22.00.

GLI INTERNI

Ingresso di Sisto IV
Prende il nome del grande pontefice Urbis restaurator che lo fece aprire nel 1477 come accesso agli ambienti destinati alla conservazione del sale (Salara); costituisce ancora oggi l’ingresso del palazzo. Da qui si accede all’aula a due navate scandita da pilastri ( oggi denominata Galleria di Sisto IV), un tempo aperta verso la piazza con una serie di arcate a tutto sesto, identificata come nucleo più antico del palazzo medioevale (XII-XIII secolo).

Sala del Carroccio
La sala prende il nome dalla magnifica grande iscrizione in versi in caratteri gotici realizzata in memoria dell’invio ai romani – come trofeo di guerra e monito- dei resti del Carroccio strappato da Federico II di Svevia ai milanesi nella battaglia di Cortenuova (1237). Nella Sala sono conservati alle pareti rari frammenti marmorei altomedioevali, databili ai secoli VIII-IX, provenienti dalla chiesa di Santa Maria in Capitolio, tornati alla luce nell’area del demolito convento dell’Aracoeli durante gli sbancamenti attuati alla fine dell’Ottocento in occasione della costruzione del Monumento a Vittorio Emanuele II.

Il Tempio di Veiove
Dagli ambienti della Galleria di Sisto IV si possono osservare dall’alto i resti del Tempio di Veiove scoperti nel 1938-1940. Al suo interno è stata rinvenuta la colossale statua marmorea di culto della divinità (oggi sistemata nella galleria di congiunzione del Tabularium) e l’ara marmorea. La visuale dall’alto permette di percepire chiaramente la pianta del Tempio, di cui si scorgono: il podio rivestito con lastre di travertino, parte dei muri della cella e il pronao con le basi delle quattro colonne. Nei pressi del podio si distingue la contigua muratura del Tabularium rivestita con grandi blocchi di tufo rosso.

Salotto o anticamera del Sindaco
Al primo piano del palazzo la piccola sala di rappresentanza che immette nello Studio del Sindaco è stata decorata nel 1929 con una fascia di affreschi di soggetto romano del pittore Cisterna. Sulle pareti vi sono alcuni dipinti su tela della Pinacoteca Capitolina: L’Annuncio ai pastori di Francesco Bassano (1549-1592) e un San Giovanni Battista di Daniele da Volterra (509-1566). Su una ricca console del XVIII secolo vi è un prezioso orologio notturno, opera di artigiani romani della fine del Seicento. Un lume al suo interno rendeva visibile di notte le ore incise sul quadrante.

Studio del Sindaco
E’ ubicato in un ambiente ricavato nella Torre eretta sotto il pontificato di Niccolò V nel 1473. Alle pareti importanti dipinti del Seicento della Pinacoteca: la Madonna con Bambino attribuita a Ludovico Carracci e il San Sebastiano di Alessandro Tiarini .Il salotto è arredato con poltrone in stile Luigi XVI e un divano del primo Ottocento.

Sala dell’Arazzo
La sala prende nome dal pregevole arazzo fiammingo di soggetto romano, databile alla seconda metà del Cinquecento, che rappresenta una fastosa ed immaginaria ricostruzione dell’arrivo a Roma dell’imperatore Carlo Magno, con seguito di cavalieri e armati. Sullo sfondo, l’accurata veduta delle rovine del Colosseo è ispirata ad un noto disegno di Marteen van Heemskerck, conservato oggi al Louvre. Alle pareti alcuni dipinti della Pinacoteca Capitolina tra cui la Fucina di Vulcano della bottega dei Bassano.

Sala delle Bandiere
La Sala fu ricavata in un ambiente della Torre di Martino V(1430). Qui la Giunta Comunale si riunisce attorno allo storico tavolo in legno intarsiato eseguito da ebanisti romani nel 1842. Fu utilizzato per il primo Consiglio Comunale convocato dopo la riforma di Pio IX del 1847 e per le riunioni del triumvirato durante la Repubblica Romana proclamata in Campidoglio da Mazzini, Armellini e Saffi nel 1848. Nelle vetrine sono conservate le 14 bandiere dei quartieri della Guardia Civica (1847), quelle dei Rioni di Roma e il Gonfalone della città, decorato di medaglia d’oro al valor militare nel 1949.

Aula Consiliare detta di Giulio Cesare
Nel corso dei secoli l’Aula Senatoria ha continuato a rappresentare il centro vitale del palazzo, mantenendo inalterata la sua funzione di sala di riunioni dei massimi rappresentati dell’amministrazione cittadina. Qui si riunisce il Consiglio Comunale con la Giunta in sede deliberante; dominano l’Aula i banchi del Sindaco, del Presidente della Giunta e del Presidente del Consiglio comunale; ai lati si dispongono i banchi dei Consiglieri Comunali. Lungo le pareti vi sono le bandiere dei ventidue Rioni di Roma. Sulla parete longitudinale verso la piazza del Campidoglio si notano gli avanzi delle colonne con capitelli e archi in laterizio della Loggia del primo piano e della grande porta di accesso del Palazzo Senatorio del primo quarto del Duecento e le tracce delle colonnine e dei pilastrini ottagoni della sovrastante Loggia tardo duecentesca del secondo piano. I due antichi ambienti furono unificati e dotati di una grande volta a botte da Giacomo della Porta nel 1573-77. Sulle pareti sono stati murati stemmi marmorei e musivi del Trecento e Quattrocento, un tempo sulla facciata del Palazzo, mentre sui lati brevi sono state collocate: la celebre statua antica di Giulio Cesare, datata al II secolo d.C., e quella di un Ammiraglio romano del I secolo d.C., parte delle raccolte capitoline.

Il testo è tratto dalla Guida “Musei Capitolini” edita da Electa. Si ringrazia la Direzione dei Musei Capitolini del Comune di Roma e la Casa Editrice Electa.

 

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