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“Elica Balla, l’arte in tempo di guerra”, la mostra alla Casa della Memoria e della Storia

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Sarà visitabile sino al 16 maggio, presso la Casa della Memoria e della Storia, la mostra “Elica Balla, l’arte in tempo di guerra”

Elica Balla
Elica Balla

Sarà visitabile sino al 16 maggio, presso la Casa della Memoria e della Storia, in via di San Francesco di Sales 5, a Roma, la mostra “Elica Balla, l’arte in tempo di guerra”, curata da Bianca Cimiotta Lami e Simone Aleandri. Questa intende raccontare la vita familiare e l’attività artistica di casa Balla attraverso i dipinti, le testimonianze e gli scritti di Elica, la minore delle due figlie di Giacomo Balla.

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Elica Balla, le opere in mostra

La mostra si muove lungo un binario storico che sfiora significativi episodi della Seconda Guerra Mondiale rendendone testimonianza sia con la documentazione letteraria sia con alcune opere di Elica e di Luce Balla.

Elica, nata nel 1914 e deceduta nel 1993, è stata l’autrice di un prezioso libro biografico Con Balla, edito in tre volumi da Multhipla Edizioni tra il 1984 e il 1986. Da questo diario del quotidiano sono stati tratti i brani che accompagnano l’interessante e corposo nucleo iconografico di dipinti e di disegni a pastello relativi agli anni della guerra. Oltre ad alcune opere dedicate alla ricostruzione post bellica.

Negli anni della guerra le due figlie, pur non rinunciando alla pittura all’aperto, si dedicano a un costante ed intimo lavoro di reciproci ritratti ed autoritratti. A queste opere è stato dedicato uno spazio speciale. Infatti l’esposizione è arricchita dallo scrittoio e dalla sediolina usati dalle due sorelle, realizzati con cassette della frutta assemblate e dipinte a macchie di leopardo. Proprio come il gusto coloniale dell’epoca.

Il quadro misterioso

Inoltre sarà esposto un quadro misterioso nel cui retro, esempio dei noti quadri dipinti al verso, emerge una pittura coperta da uno strato di vernice rossa su cui Elica inscrisse firma e datazione dell’opera dipinta sul lato opposto. Il misterioso quadro, raffigurante un uomo mentre scrive a macchina con un curioso gioco di sovrapposizione delle dita, è stato parzialmente svelato in sede di restauro e visibile su entrambi i lati grazie ad una struttura apposita. 

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