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L’intervista a Roberto Di Costanzo: “L’arte è la strada maestra”

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Roberto Di Costanzo è in mostra sino al 21 maggio con “Arcadia”, presso SpazioCima, con i suoi personali, delicati e magici Arcani Maggiori

Roberto di Costanzo

Illustratore, ritrattista, pittore. Dopo gli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, Roberto Di Costanzo si diploma al Centro Sperimentale di Cinematografia in costume, scenografia e arredamento per il cinema con l’aiuto del suo mentore, il Maestro costumista Piero Tosi. Comincia quindi a lavorare come illustratore per numerose case editrici italiane ed estere. Oltre a numerose personali e collettive di cui è stato protagonista, tra Roma e Parigi, ha collaborato con l’Espace Pierre Cardin, la Casa dell’Architettura di Roma, l’Institut Français – Centre Saint-Louis e la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. Al momento è insegnante di storia del costume all’Accademia del Lusso di Roma, di disegno dal vero all’Accademia Italiana di Roma e di nudo artistico alla RUFA. Ed è in mostra, sino al 21 maggio, ingresso libero, nella galleria SpazioCima, nel quartiere Coppedè.

Questa esposizione, “Arcadia”, curata da Roberta Cima, vede protagonista la sua personale visione ed interpretazione, attraverso la china, dell’alchimia dei “Trionfi”, meglio conosciuti come gli Arcani Maggiori dei Tarocchi. Ventidue le opere in mostra, tante quante le carte (21 + il cosiddetto Matto). Tutte ad inchiostro di china, finemente trattato, con dei meri accenni di colore. Questa personale dell’artista rappresenta un connubio tra le sue molteplici visioni ed interpretazioni dell’arte: una visionaria, che si estrinseca nei libri illustrati, una realistica che ritroviamo nei suoi ritratti, nel suo live drawing e una dettata dallo studio, dalla sua ricerca nel campo del costume e dell’architettura, sempre presenti in ogni sua opera.

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Cosa è l’arte per Roberto Di Costanzo?

L’arte narra stati d’animo e soluzioni del vivere. Ha a che fare con l’emotivitá e il segreto in ognuno di noi. Potrei immaginarla come una strada maestra, visibile non a molti, sulla quale esternare parti di sé. È un accesso che richiede coraggio, ma anche sofferenza e sacrifici. A sua volta si compone di compromessi con la realtá. Tuttavia la via resta maestra e ci conduce tutti verso una liberazione interiore.

Qual è stato il preciso momento in cui ti sei sentito, anche se a livello primordiale, artista?

Per me l’artista è colui che deposita e lascia nel mondo tracce di sé e in queste il mondo stesso riconosce somiglianze ed affinità sino a celebrare l’artista stesso come narratore di una intera collettivitá. I veri artisti hanno bisogno di un pubblico che li riconosca e che si fa portavoce di stati d’animo ed immagini collettive più profonde. L’artista educa, narra, seduce, inventa e trascina come un pifferaio. Dopo 10 anni di esposizioni, libri illustrati e contatto vivo con il pubblico attraverso la ritrattistica, sento di potermi definire tale. Lo si sente dalla nascita, ma emerge dopo un lungo percorso.

Da cosa (o da chi) trai spunto per la tua arte?

La mia arte nasce dal reale, ma poi si ubriaca di immaginario. Si mescola alle contraddizioni di un’epoca disordinata per evocare bellezze antiche in pose contemporanee. C’è molta nostalgia, ma declinata al presente. Così mi ispiro alla visione.

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Arcadia: le tre opere che ti rappresentano di più e perchè.

Arcadia storie di trionfi a corte nasce come momento in cui narrare la tradizione delle carte degli arcani ma in una chiave contemporanea e molto seducente. È stato un viaggio magnifico nel quale ho narrato i grandi sentimenti dell’uomo, stagioni del suo vivere, espressioni forti. Dunque la giustizia così severa con una toga segnata è per me, da uomo romantico e sensibile alle ingiustizie del vivere, una carta molto forte e molto vicina. A seguire il matto che cammina funambolico con il suo felino sfidando l’altezza del canyon, riconduce alla mia persona sempre in bilico tra la disciplina di un arte applicata ed i sentimenti che la compongono. Pathos e rigore in cerca di equilibrio, ma con il coraggio di chi ama osare. La terza é la luna in cui rivedo il sogno e l inconscio, componente determinante nella mia produzione.

Prossimi progetti.

Un workshop di disegno del paesaggio sull’isola di Stromboli con numerosi artisti ed allievi.

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