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Sublimi Anatomie, il corpo umano in mostra al Palazzo delle Esposizioni

In arrivo “Sublimi anatomie”, dal 22 ottobre 2019 al 6 gennaio 2020, presso il Palazzo delle Esposizioni. A cura di Andrea Carlino, Philippe Comar, Anna Luppi, Vincenzo Napolano, Laura Perrone

Femme vue de dos, disséquée de la nuque au sacrum, dite l’Ange anatomique
Planche non reliée, provenant de Jacques Fabien Gautier d’Agoty, “Mytologie complète en couleur et grandeur naturelle”, Paris, 1746

In arrivo “Sublimi anatomie”, dal 22 ottobre 2019 al 6 gennaio 2020, presso il Palazzo delle Esposizioni. A cura di Andrea Carlino, Philippe Comar, Anna Luppi, Vincenzo Napolano, Laura Perrone. Con il comitato scientifico composto da Vincent Barras, Massimo Bray, Chiara Cappelletto, Maria Conforti, Ester Coen, Fernando Ferroni, Adelina Cüberyan von Fürstenberg.

Le opere in mostra

Sublimi Anatomie intende recuperare l’importanza conoscitiva e critica dell’osservazione del corpo umano, una pratica multiforme e dalla storia secolare, che coinvolge in primo luogo i sensi, come la vista e il tatto. Nonché tecniche, strumenti e tecnologie.

In mostra una selezione di oggetti e documenti dal grande valore storico-scientifico e storico-artistico. Questi restituiranno la storia del corpo osservato e del corpo che osserva nelle arti e nelle scienze. Innestandosi alle ricerche artistiche contemporanee che, nel disegno, nella scultura, nella multimedialità e nella performance, vanno nella direzione di valorizzare la fisicità e la realtà materiale del corpo. E senza ignorare la rilevanza delle macchine che sembrano poterne esplorare i dettagli meno visibili e i funzionamenti più complessi.

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Da atelier dedicato al disegno dal vero a luogo di dibattito scientifico

Sublimi Anatomie si sviluppa intorno alla ricostruzione dell’anfiteatro di morfologia de l’École Nationale Supérieure des Beaux Arts di Parigi, che accoglie al suo interno l’antico teatro anatomico di fine Settecento. A sua volta ispirato dai teatri anatomici italiani come quello di Padova (1595), o di Bologna (1637).

Partendo da questa suggestione, la rotonda di Palazzo delle Esposizioni diventerà un vero e proprio atelier dedicato al disegno dal vero che, sostituendo i modelli viventi ai cadaveri, intende restituire dinamicità all’osservazione diretta, come strumento analitico capace di suscitare dinamiche di attivazione dell’occhio, della mano e del corpo. Si trasformerà in aula ospitando il dibattito scientifico, socio-antropologico e filosofico relativo alla visione e alla “costruzione” dell’immagine del corpo. Come luogo del gesto e del movimento, sarà una palestra e un vero e proprio stage di performance.

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