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Joker, la recensione del film con Joaquin Phoenix

Reduce dal Leone d’oro alla 76esima Mostra del Cinema di Venezia arriva, finalmente, nelle sale italiane Joker di Todd Phillips con Joaquin Phoenix, Robert De Niro e Frances Conroy.

Da sempre Joker è uno dei villain più iconici della DC Comics, la nemesi di Bruce Wayne rimane uno dei personaggi più conosciuti ed interpretati sul grande schermo, ma se pensate di trovarvi di fronte l’ennesimo Batman siete completamente fuori strada. Joker di Todd Phillips è un film complesso e devastante, un ritratto cinico della decadenza della società ma soprattutto – e finalmente possiamo dirlo – Joker è un vero capolavoro.

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La trama del film

Gotham 1981, in una città ormai allo sbando e sull’orlo di una crisi sociale senza precedenti, si muove un’ombra, un fantasma invisibile il cui nome è Arthur Fleck. Arthur è un uomo con diversi problemi psicologici e un sogno, quello di sfondare come stand-up comedian ed essere invitato nel suo show preferito condotto dal grande Murray Franklin.

Un’anima persa, che si divide tra il suo lavoro come clown e una madre malata con un passato oscuro che necessita costantemente di cure. Arthur si ritroverà, suo malgrado, trascinato in una spirale di violenza che lo trasformeranno nel Joker che tutti ben conosciamo.

Il nostro commento

Joker di Todd Phillips è una di quelle pellicole che ti restano attaccate, ti scavano a fondo e ti lasciano un buco nel centro dell’anima. Si parte da un’ambientazione che si distacca totalmente dalla Gotham che conosciamo, la città di Arthur Flick è una metropoli sporca e cupa, sembra quasi di trovarsi nella New York anni ’70 di Taxi Driver.

All’interno di questo “Inferno” si muove il protagonista, inizialmente un emarginato, uno spettro solitario incapace di emergere dal fango di una società allo sbando. La discesa di Arthur nei propri incubi è qualcosa di soffocante, un lungo pugno nello stomaco che ti trascina con se, lasciandoci senza fiato e senza parole. Phillips non ci racconta favole ma ci mette davanti alla realtà. Perché Joker è un film reale in cui la violenza (più psicologica che fisica) è vera e fa male.

Joker: Joaquin Phoenix da Oscar

Ma Joker deve buona parte del suo successo all’incredibile protagonista, Joaquin Phoenix, che ha dato al personaggio una caratterizzazione che mai si era vista fino ad ora. Se nell’immaginario collettivo Heath Ledger ha dato vita ad un Joker carismatico ed indimenticabile, Phoenix con il suo Arthur Fleck ha scavato molto più a fondo tirando fuori un personaggio più “umano” e reale.

Ogni risata, ogni tic, ogni sguardo, ogni passo di danza sono un gradino verso la follia. Joaquin Phoenix riesce a trasformare una vittima in carnefice e lo fa con un processo sottile ma impressionante. Quindi non è azzardato dire che una nomination all’Oscar sarebbe più che meritata.

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