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Intervista a Shara: “Sogno una mia canzone nella colonna sonora di un film”

Last Updated on 11/12/2019

Oltre 60mila visualizzazioni in meno di un mese: un piccolo grande traguardo per la cantautrice Shara e per il suo video “Infinitamente Mia”, dedicato a Mia Martini. Le abbiamo posto cinque domande…

Oltre 60mila visualizzazioni in meno di un mese: un piccolo grande traguardo per la cantautrice Shara. Parliamo del video del suo brano “Infinitamente Mia”, dedicato all’immensa Mia Martini, in occasione del Premio intitolato a una delle voci femminili più belle ed espressive della musica leggera italiana di sempre. Il piccolo “corto” è stato scelto anche per la prestigiosa rassegna Roma VideoClip 2019.

“Infinitamente Mia”, curato nella regia da Gaetano Acunzo, è un ideologico dialogo interiore che la cantante scomparsa ha con se stessa, dove l’anima dell’artista diviene idealmente il centro di tutto “l’universo” Mia Martini. Il videoclip può essere percepito come un cortometraggio, ricco di momenti evocativi molto coinvolgenti ed emozionanti.

Il video “Infinitamente Mia” è il modo in cui Shara sceglie di celebrare 15 anni di una carriera artistica, che inizia ufficialmente nel 2004 con “Pranava Rainbow”, interamente arrangiato dal musicista e produttore Luca Stendardo. E che l’ha portata anche a collaborare con l’artista Kris Baya e a lavorare per il musical “We Will Rock You”, scritto dai Queen e Ben Elton.

Mia Martini, meridionalità e sogni: cinque domande a Shara

Chi è Mia Martini per Shara?

E’ quell’immensa voce che ha catturato la mia anima quando sentii per la prima volta “Almeno tu nell’universo”. Quella sua magistrale esibizione al Festival di Sanremo dell’89 mi penetrò così fortemente il cuore che in quel momento fui come folgorata. In pochi attimi compresi quale fosse la vera essenza della musica. Ero troppo piccola per fare un’analisi musicale di ciò che stavo ascoltando e vedendo, dell’opera d’arte Mia Martini insomma. Ma l’emozione che provai fu invece molto chiara: quella voce e quella personalità sapevano di immenso, di una totalità impareggiabile, di un volo senza confini. Quel suo “diverso universo” era tutto perfetto. Con quel suo grido dell’anima messo in musica lei, per me, era andata oltre le note stesse. Ed ancora oggi la vedo così. Per questo motivo la canzone che ho voluto dedicarle doveva avere un titolo come “Infinitamente Mia”.

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Un sogno per il tuo video/corto: chi vorresti lo apprezzasse?

Se fosse possibile raggiungere le stelle, vorrei poter giungere su quella che brilla per Mimì e sapere che il mio “viaggio” alla sua ricerca fino a Bagnara è stato molto apprezzato da lei e da tutti coloro che l’hanno sempre amata e continuano a farlo ancora oggi.

Ecco, per il tuo brano hai raggiunto proprio Bagnara, la terra che ha dato i natali a Mia Martini. Che effetto ti ha fatto?

La sensazione che ho provato è stata la stessa di quando parti per un viaggio alla ricerca di una persona che ha segnato il tuo percorso in modo particolare. Tutte le riprese hanno risentito di un leggero senso di inappagamento in quanto il tempo non è stato molto clemente e favorevole nei nostri confronti.

Nonostante le incertezze causate dal meteo, l’ultima scena che abbiamo girato, quella relativa al finale del videoclip, racchiude in sé un episodio che ha il magico sapore del mistico. Per il regista, Gaetano Acunzo, era buona la prima, ma un eccesso di zelo lo aveva spinto a chiederci di realizzare una seconda “take”. In quell’esatto momento, al centro del mare, si è aperto uno squarcio luminosissimo nel cielo mentre un tuono leggero ha accompagnato l’inizio di una lieve pioggerella. Siamo rimasti tutti in silenzio perché l’emozione provata è stata comune, abbiamo comunicato con gli sguardi e poi ci siamo detti che qualcosa aveva diretto tutto fin dal mattino. Non dovevamo andare oltre, tutto era perfetto così come era accaduto e quel messaggio ci era arrivato nella scena in cui il protagonista era uno scoglio che, senza saperlo, è proprio quello dedicato a Mimì.

Lucana da parte di padre e campana da parte di madre. Anche il Terronian Project: che rapporto hai con il Sud? Da artista, secondo te, la “meridionalità” è un punto a sfavore?

Non credo assolutamente che la “meridionalità” sia un punto a sfavore, anzi, oggi più che mai io lo vedo un punto di forza. Sicuramente le cose qui non vanno a gonfie vele, ma le difficoltà rendono le persone più forti e capaci di attuare un miglioramento sia strettamente personale che sociale. Sono convinta fermamente che il Sud è una fucina di talenti e menti dalle incredibili qualità. Possediamo una grande storia alle spalle. E come ha affermato la “combattente” Fiorella Mannoia: “Attaccano Napoli per non farle alzare la testa perché se si sveglia Napoli si sveglia tutto il Sud.”

15 anni di progetti, di stili, a volte contrastanti, e di carriera: quali sono i tuoi obiettivi ora? C’è qualcosa che vorresti realizzare?

Ho un sogno che porto nel cuore fin da piccola: poter avere una mia canzone nella colonna sonora di un film destinato al grande pubblico. Sarebbe una favola realizzata se accadesse per la Disney visto che mi sento un’eterna Peter Pan in versione femminile. Ma sarebbe ugualmente un grande onore se tutto ciò avvenisse per registi del calibro di Ferzan Ozpetek, Matteo Garrone ed i napoletani Alessandro Siani e Vincenzo Salemme.

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