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“Maree della memoria”, la fragile vita del ricordo in un corto

“Maree della Memoria – Tides of Memory” di Luisa Mariani vince il Gold Award quale Best Short film dell’International New York Film Festival 2020. Il cortometraggio, riflettendo sul tema della memoria, apre le porte della sensibilità alla visione esistenziale del ricordo…

Luisa-Mariani-Jan-Kozaczuk

“Maree della Memoria” – “Tides of Memory” – di Luisa Mariani vince il Gold Award quale Best Short film dell’International New York Film Festival 2020. Un cortometraggio che riflettendo sul tema della memoria apre le porte della sensibilità alla visione esistenziale del ricordo. Una piccola oasi lontana di romantica umanità libera dalla gravità del tempo e rivolta all’eternità dell’arte e del sentimento. 

“La memoria è visione…”

“Maree della Memoria” è il cortometraggio di Luisa Mariani che ha celebrato la poesia di uno sguardo rivolto verso l’interiorità più profonda dell’esistenza umana. Cioè quello che penetrando la materia del tempo è potuto rinascere elevando la sua natura alla spiritualità emotiva della memoria. Una piccola oasi lontana di romantica umanità dove la visione del ricordo ha riflesso le immagini del reale; trasformandole così nella poetica espressione della sua essenza.

La memoria è visione e il gioiello prezioso di Luisa Mariani lo mostra allo spettatore comunicando intimamente con la sua sensibilità. Questo in seno alla magica natura del suo spettacolo di rianimare la dimensione del presente attraverso le vitali proiezioni del passato. Dal corto “Maree della Memoria ” si genera così una nuova unità estetica tra le due dimensioni temporali. Dove l’una confluisce fluidamente nell’altra, dove la percezione del presente fugge nella visionarietà poetica del ricordo

Il piacere artistico, tra presente ed eternità

La struttura stessa del cortometraggio rimanda all’incontro tra la percezione sensibile e l’emozione.  Infatti questa si articola secondo una suddivisione che si sviluppa e si snoda in un prologo e 6 distinti esercizi emotivo-sensoriali. Attraverso i quali emergono le genetiche connessioni che scorrono tra la capacità umana di osservare la realtà e quella di trasformarla nel riflesso eternamente mobile della soggettività.

Il tema dell’eternità entra così in una relazione di autentico contatto con quello della transitorietà dell’esistenza e della memoria. A costituire la matrice di tale legame è infatti l’arte ed il piacere estetico che da questa ne deriva. Grazie alla qualità surrealizzante dell’espressione artistica emerge infatti qui il potere dello spirito umano di trascendere i limiti empirici dello spazio e del tempo. Quindi quello di rivolgersi all’eternità della bellezza.

Un omaggio alla città eterna

Roma quindi, icona dell’immortalità dell’arte, è il palcoscenico in cui i personaggi si muovono. Dal flusso mobile dell’acqua del Tevere alla staticità del muraglione eretto lungo il fiume su cui sono raffigurate le vive opere pittoriche di William Kentridge che ricordano il movimento fluido dell’acqua. Le quali rappresentando la storia di Roma hanno ingannato la fugacità del presente. Dai giardini fioriti che sembrano parlare del loro profumo alle mostre che ospitano la memoria dell’arte.  L’ambiente stesso in “Maree della Memoria” diviene dunque un personaggio, “dramatis personae”, perché dialoga con l’interiorità dei personaggi traducendola in materia percettiva. 

 “Maree della memoria”, una prospettiva cinematografica internazionale

La realizzazione del cortometraggio, vincitore del Gold Award come Best Short Film INYFF 2020 (International New York Film Festival), ha coinvolto la partecipazione attoriale di diverse personalità del mondo dello spettacolo. Come la poliedrica Violetta Chiarini, gli elementi della banda Stendhal (Emma Ghiurghi, Malvina Ruggiano, Giulia Tomaselli, Mauro Leuce), il visual artist Marco Angelini, nonché la regista stessa Luisa Mariani. Il tutto intricato nella colonna sonora originale e suggestiva di Paolo Rozzi.

Inoltre è stata valorizzata l’apertura all’orizzonte culturale estero con l’attore Valerio Tseng, il musicista giapponese Hideshi Kibi e l’attore polacco Jan Kozaczuk. Il quale mi ha concesso il piacere di rivolgergli alcune domande in merito alla conoscenza e alla collaborazione con la regista Luisa Mariani ed in particolare in relazione al suo corto “Maree della Memoria”. Un’intervista grazie alla quale è emersa la reciproca volontà, quella dell’attore e della regista, di stabilire una partecipazione culturale tra l’Italia e la Polonia; una prospettiva di scambio attraverso cui mantenere ancora più viva la memoria dell’arte e della cultura. Qui riporto l’intervista.

Intervista a Jan Kozaczuk

Jan com’è nata la tua collaborazione con Luisa Mariani, regista del film “Maree della memoria”-“Tides of memory”?

Luisa Mariani ha trovato molti legami tra la mia rappresentazione teatrale Na Pniu che aveva visto a Roma e il film che aveva in mente di girare e ha deciso di contattarmi. Maree della memoria- Tides of memory – affronta, medianti dialoghi che s’intrecciano e microstorie di emarginazione, il tema della memoria: collettiva e individuale. Il mio spettacolo di teatro sulle “dipendenze” della memoria, intitolato “Sul tronco d’albero”, rappresenta una coazione a riesumare emozioni e fatti del passato.

Luisa Mariani oltre ad essere regista è anche attrice e ha recitato con te in uno degli esercizi del film. Com’è stato lavorare con lei?

Il film è un viaggio della memoria attraverso un prologo e sei esercizi emotivo-sensoriali. Nell’esercizio 3, intitolato “Sai di geranio”, la regista si abbandona alla poesia del ricordo, altro pilastro su cui poggia la memoria di ognuno. Racconta trasognata a me, autore e interprete di un monologo sulla forza della memoria, una sua felice vacanza da adolescente ad Ischia. Un momento ancora presente nella sua vita alla perenne ricerca di “un luogo dove il tempio abbia un senso”. E io non posso fare almeno di sottolineare la necessità di vivere fuori da quell’eterno presente cui la nostra società della reificazione della merce ci vuole condannare. Lavorare con lei è stato arricchente dal punto di vista emozionale e professionale.

Jan, qual è il tuo legame con l’Italia?

Collaboro a Roma con l’agenzia Film studio effe e promuovo da circa 15 anni l’arte di Marco Angelini e altri artisti italiani tra Italia e Polonia. Luisa Mariani è un’appassionata di arte contemporanea e ha collaborato con diversi autori polacchi. Il nostro incontro era inevitabile.

Cosa ti ha portato questa partecipazione al film?

Oltre ad un arricchimento emotivo e professionale, come dicevo prima, sicuramente una grande soddisfazione quando “Tides of memory” è stato dichiarato vincitore del Gold Award Best Short Film Festival 2020.

Hai altri progetti in mente con Luisa Mariani?

C’è un progetto appena abbozzato. Ma poiché è in stato embrionale ancora non posso parlarne.

Ti piacere se questo film fosse mostrato in Polonia?

Mi piacerebbe molto. Tides of memory rilfette con ironia sul tempo, sulla transitorietà della memoria, sull’oblio, citando a tal proposito anche l’arte del visual artist Marco Angelini. È un omaggio alla città eterna che si specchia tra memoria collettiva e memoria individuale e odierna multietnicità. Mi piacerebbe che i polacchi vedessero questo film. So che la regista sta lavorando affinché ciò accada. Incrociamo le dita!

È in lavorazione il docu-film dal titolo “Flussi e Riflussi”. Puoi svelarci qualcosa?

Nel lungometraggio “Flussi e Riflussi” ritornano quasi tutti i personaggi di “Maree della memoria”, è un cast internazionale con 20 attori protagonisti. Tornano a vivere in una Roma in bilico tra “Trionfi e lamenti”, alla stregua del racconto iconografico di William Kentridge, ispiratore del film, attraverso la cui arte muraria, sulle pareti che arginano il Tevere fra Ponte Sisto e Ponte Mazzini, ci presenta le vergogne di Roma. Tra le quali l’editto papale contro gli ebrei del 1555 di Papa Paolo IV e i suoi trionfi come il cinema di Fellini. Non posso certo svelarvi la narrazione ma posso dirvi che nel film si affacciano storie e problematiche così scottanti che vale la pena di conoscere.

Un inno alla memoria…

Il corto di Luisa Mariani dimostra come, anche se tutto è oggetto di trasformazione nel corso della storia, la sensibilità dello sguardo artistico possa celebrarne il senso profondo ed immortale, quello emotivo. Restituendone quindi una sua immagine che se pur anch’essa soggetta alle regole del tempo dichiara il suo amore eterno per la regina dell’esistenza: la memoria. “Maree della memoria” è un inno alla necessità umana di esistere e di respirare il significato della vita svelandolo e rievocandolo dalla storia dell’uomo individuale e collettiva.

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